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Rennes in bianco e nero

Tre anni fa la città di Rennes, capoluogo della Bretagna, ha trasformato l’antico Couvent des Jacobins in un moderno centro congressi e di esposizioni. L’edificio in ardesia e calcare dall’architettura imponente in piazza Sant’Anna di fronte alla chiesa di Santa Maria della Buona Novella risale al XIV secolo: gli interni sono iper-moderni ma comunque in armonia con l’atmosfera spirituale dei chiostri.  

La simbiosi tra vecchie e nuove architetture si percepisce immediatamente dalla torre di 26 metri di altezza con uno schermo da con 360 mila led integrati sui supporti di alluminio che fa da cartellone pubblicizzando gli eventi in programmazione.

Quest’estate il Convento ha ospitato un centinaio di opere – realizzate da 57 artisti – appartenenti alla collezione di François Pinault.

Al tema scelto per la mostra è stato dato un forte significato simbolico: il bianco e il nero sono i colori della bandiera bretone, dello stemma della città di Rennes e naturalmente delle tonache dei monaci domenicani che per secoli hanno abitato il convento.

Pinault da 40 anni è tra i più grandi collezionisti mondiali d’arte contemporanea, con oltre 10 mila opere datate dagli anni ’60 in poi, molte delle quali esposte in più occasioni a Venezia, alla Punta della Dogana e a Palazzo Grassi.

Gli oggetti selezionati dalle sue raccolte per la mostra di Rennes, intitolata “Il nero e il bianco” e curata da Jean-Jacques Aillagon, sono stati articolati in un percorso di 17 piccole sale che permettevano di scoprire anche gli affascinanti interni del Convento.

La mostra dialogava anche con il Museo di Belle Arti della città, che custodisce quadri e sculture dal XIV al XX secolo con Veronese, Rubens, De la Tour e numerosi impressionisti: 4 sezioni al piano terra del museo sono state allestite con opere contemporanee in tema bianco e nero esposte tuttora in permanenza in questa sede.

Articolo di Leonardo Felician

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