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L’arte vede la Musica

È davvero possibile ascoltare la musica con gli occhi? Si può dare forma al suono e colore all’invisibile? Domande come queste hanno generato una lunga storia di relazioni tra le arti figurative e quelle sonore.

La Mostra allestita a Rovigo a Palazzo Roverella è il racconto di relazioni, intrecci e corrispondenze tra l’elemento musicale e le arti visive. A partire dall’affermazione, alla fine del XIX secolo, in tutta Europa, di un filone pittorico ispirato alle opere di Richard Wagner. Nel 1902 la Secessione di Vienna dedica una mostra a Ludwig van Beethoven. Con l’arrivo delle avanguardie, poi, soprattutto dagli anni Dieci del Novecento, i suoni di Johann Sebastian Bach diventano modello e paradigma per la pittura di Vasilij Kandinskij, Paul Klee, František Kupka, Félix Del Marle, Augusto Giacometti e molti altri. E via via, passando per il Cubismo, il Futurismo, il Neoplasticismo, fino al Dada e al Surrealismo, la musica si conferma un riferimento assoluto, divenendo centrale in Kandinskij e Klee, non meno che per altri protagonisti delle avanguardie europee. Esempi emblematici di questa “fusione delle arti” creano una mostra-spettacolo di assoluto fascino.

Vedere la musica. L’arte dal simbolismo alle Avanguardie. Palazzo Roverella – Rovigo fino al 4 luglio 2021

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