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Wright, tra America e Italia

Sul tetto del Lingotto non c’è solo per la straordinaria pista di collaudo con le due curve paraboliche. Dal 2002 una struttura modernissima – progettata da Renzo Piano – ospita la Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli. Una sola sala minimalista, muri bianchi e spogli separati da tramezzi dove – con uno stile riservato assai piemontese – sono esposte alcune spettacolari opere d’arte appartenute alla famiglia Agnelli che spaziano dal ‘700 alla metà del ‘900. A fianco di Tiepolo, Bellotto, Canova, tanto Canaletto, troviamo anche Renoir, Manet, Picasso, Balla, Severini , Modigliani e ben sette tele coloratissime di Matisse che farebbero invidia anche ai grandi musei americani.

Per chi ama l’arte val davvero la pena prendere la comoda linea di metrò  urbano per raggiungere in pochi minuti dal centro di Torino il civico 230 di via Nizza, dove si trova appunto il Lingotto.

E dal 28 marzo per quattro mesi c’è un motivo in più: oltre alla collezione permanente si visita anche la temporanea su Frank Lloyd Wright.  L’opera del grande architetto americano (1867-1959) viene presentata soprattutto in relazione ai suoi legami con l’Italia, con Firenze in particolare, e all’influenza che ha esercitato sugli architetti italiani nel periodo a cavallo della seconda guerra mondiale. Molto interessante anche la sezione della mostra dedicata ai grandi progetti che diedero a Wright fama internazionale, confermata dalla copertina di «Time» nel 1938: tra tutti, The Fallingwater, la casa sulla cascata tra i boschi della Pennsylvania. Gran parte dei materiali originali della mostra provengono dagli archivi americani della Fondazione Lloyd Wright. (articolo di Leonardo Felician)

«Frank Lloyd Wright tra America e Italia», a cura di Jennifer Gray, Pinacoteca Agnelli fino al primo luglio (mar-dom 10-19).

 

 

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