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Voilà 48 heures à Paris

Confidando che il vostro volo per Parigi non porti ritardo, subito dopo aver lasciato il leggero bagaglio a mano in albergo – noi abbiamo soggiornato nel quartiere latino, rive gauche, a due passi dalla Sorbonne e dai giardini di Luxembourg – il consiglio è di noleggiare subito un Velib métropole (tempo permettendo ça va sans dire). Il miglior mezzo di trasporto per muoversi in velocità e in sicurezza lungo le strade della Ville lumiere al costo di 5 euro al giorno (10 se volete la pedalata assistita).

Quattro le tappe museali consigliate in alternativa al Louvre oppure al Museo d’Orsay. Il museo Rodin merita sicuramente una tappa, sia per le sculture esposte sia per il giardino sul quale si affaccia l’edificio, l’hôtel Biron in rue Varenne, uno dei più sontuosi palazzi dell’aristocratico Faubourg St-Germain, nel 7 ° arrondissement, dove Auguste Rodin trascorse gli ultimi anni della sua vita.

A seguire, una visita al Pantheon vi saprà trasmettere di sicuro grandi emozioni grazie alle installazioni permanenti di Anselm Kiefer. Lavori monumentali per i quali l’artista tedesco ha utilizzato il suo tipico linguaggio, assemblando libri, piombo, filo spinato, fiori, indumenti ma non solo per commemorare i caduti della Francia durante le ultime due guerre mondiali.

A prescindere poi dalle opere esposte, va assolutamente vista la Bourse de Commerce – Pinault Collection, poco distante dal Centre Pompidou.  Il restauro dello storico edificio è stato firmato da Tadao Ando, l’archistar giapponese noto per la sua estetica minimalista, che già in precedenza si era occupato dei siti veneziani della collezione Pinault, Palazzo Grassi e Punta della Dogana. All’ultimo piano, il ristorante La Halle aux Grains offre all’esterno un bel colpo d’occhio sulla città, verso la chiesa di Saint Eustache e Les Halles, dialogando all’interno con l’allestimento di Ando. 

L’ultima tappa ci porta all’hotel Jacquemart-André, nell’VIII arrondissement, al civico 158 di Boulevard Haussmann, tra i più eleganti viali alberati di Parigi. Una dimora dl 19esimo secolo al cui interno sono ospitate preziosissime opere d’arte collezionate, tra 1864 e 1912, dai coniugi Edouard André e Nélie Jacquemart. La doppia scala che porta al primo piano vale da sola la visita. (Appunti di Paolo Brinis)



		
		

				
				
				
												
				

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