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Vino, arte e cultura

Il Museo del Vino di Torgiano, piccolo borgo poco distante da Perugia, è ospitato nella pars agricola di un imponente palazzo seicentesco. E’ stato creato da Maria Grazia e Giorgio Lungarotti nei primi anni ’70, con l’idea si sostenere l’economia agricola dell’Umbria, raccontando i molteplici significati sociali, economici e perché no anche simbolici, del vino dall’antichità ai giorni nostri.

Al suo interno sono custoditi  manufatti della civiltà contadina (di grande impatto visivo, sia per dimensioni che per il suo funzionamento, l’imponente torchio a trave detto “di Catone” del XVIII secolo collocato nel seminterrato dell’edificio) , ceramiche etrusche, romane e medioevali, anfore dell’antica Grecia risalenti a 5000 anni fa, stampe (anche di Picasso e Guttuso), disegni ed incisioni (splendida la raffigurazione di un baccanale di Andrea Mantegna del XV secolo)  sculture, vasi di vetro,  fiasche, boccali, almanacchi e preziosi manoscritti.

“Un museo dinamico – ci racconta Chiara Lungarotti – ogni volta che scopriamo qualche reperto, o qualche opera d’arte di un certo interesse, lo acquistiamo per aggiungerlo alla nostra collezione”. Un museo dove si parla di vino, ci tiene a precisare la figlia dei fondatori, ma non solo come bevanda: ”Il vino è cultura, storia, tradizione, e nel corso dei millenni ha avuto molteplici utilizzi, anche come medicamento oppure nella cosmesi  o nei preparati farmaceutici. Qui organizziamo molte visite guidate rivolte agli studenti, perché possano cogliere appieno cosa sta dentro ad un bicchiere di vino. Per noi è fondamentale l’educazione ad un bere consapevole, mai eccessivo, soprattutto se parliamo di giovani. Anche per questo  – ricorda Chiara Lungarotti –  abbiamo voluto partecipare con un ingente prestito di 27 opere all’allestimento del Padiglione Cultura del Vino ad Expo Milano 2015”.

Insomma, che siate wine-lovers o appassionati d’arte e di storia, non appena i protocolli sanitari per contrastare il coronavirus lo consentiranno, questo originalissimo museo merita davvero di essere visitato.

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