Ritratti d'autore

Una stanza tutta per Laura

Una stanza tutta per Laura. Oltre la terrazza, una stanza che sembra galleggiare sospesa sopra i tetti padovani.

Una porticina e, a lato, una grande finestra orizzontale dove campeggia in bella mostra una collezione di mappamondi di varie dimensioni, disposti tutti in fila e in ordine crescente … o decrescente … chi può dirlo. Il mondo grande dentro al mondo piccolo! E’ il laboratorio di Laura Stefani.

Ci sono entrata in punta di piedi, quasi a non voler spostare nemmeno l’aria, consapevole che per ogni artista il luogo di lavoro costituisce un privato personalissimo e non condivisibile.

Che magia! Un’atmosfera da far invidia a Truman Capote e alla sua Colazione da Tiffany . Ma qui non ci sono brillanti o altre pietre preziose, qui c’è plastica, e pure riciclata. Niente oro o altro metallo pregiato, ma carta semplice e stoffa povera. Eppure quanta grazia, quanta eleganza nei lavori di questa artista.

I gioielli di Laura sono belli, leggeri, tranquillizzanti. Nonostante le dimensioni spesso notevoli, non si impongono. Certo attirano l’attenzione, dicono “io ci sono”, ma non costituiscono mai una provocazione.

A mio avviso, nella Stefani, coesistono  due nature:  quella lussureggiante e carnale fatta di fiori e foglie alla O’Keeffe  e l’astrattismo raffinato e intellettuale  dei pianeti del cosmo alla Kandinsky.  Testimonianze di un talento versatile pronto a percorrere le strade più diverse, dove regna il desiderio di sperimentare in un’esplosione di creatività.

Laura passa molte ore della giornata nella sua stanza. Le sue creazioni, tutte intrecci e nodi, richiedono un lavoro manuale lungo e minuzioso, da far quasi perdere gli occhi e ,di sicuro, la pazienza a chiunque. Ma non a lei, che, se potesse – così mi ha confessato –  non uscirebbe quasi mai da quel “paradiso”. Articolo di Claudia Mocellin

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