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Tra le montagne elvetiche

Grazyna Kulczyk è una abile imprenditrice polacca, oggi settantenne, che concretamente sostiene l’Arte Contemporanea della sua terra (e non solo) ed è, allo stesso tempo, molto sensibile alle tematiche di genere, infatti promuove con instancabile entusiasmo tutte le possibili forme di creatività femminile.

Ha fondato (vicino Poznan, nella Polonia occidentale) la Art Stations Foundation che dal 2004 è un riferimento mondiale per la coreografia e la Performing Art.

Nel 2019 ha voluto a Susch (un piccolo villaggio tra le montagne elvetiche dell’Engadina) un Museo di Arte Contemporanea che, appena nato, fa già parlare di sé. Gli architetti Chasper Schnidlin e Lukas Voellmy, utilizzando un preesistente monastero medievale e le annesse birrerie, hanno scavato la montagna, costruito, ri-costruito, collegato e restaurato.

Ne è scaturito uno spazio per l’arte modernissimo e quasi titanico: un certo grado di intelligente mistero si mescola ad una ergonomia rigorosa, il tutto rifinito da atmosfere storiche fedelissime all’obbligatorio Km 0. Le parti interne, spesso sotterranee, e le potenti viste esterne si rincorrono in un assoluto trionfo di “emozioni architettoniche”.

Una parte è dedicata ad una collezione permanente, opere in gran parte realizzate sul posto e per questo luogo. Il progetto espositivo temporaneo, inaugurato il primo di Agosto e curato da Anke Kempkes e Krzysztof Kosciuczuk, invece si occupa dell’artista belga Evelyne Axell (1935-1972). L’esposizione intitolata Body Double a lei dedicata terminerà il prossimo 6 dicembre.

Per leggere l’intero articolo sul Susch Muzeum firmato da Antonio Riello per Dagospia, clicca qui.

 

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