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Toulouse-Lautrec a Milano

Di origine aristocratica, ma testimone della Parigi dei bassifondi, di cagionevole di salute, piccolo, superava di poco il metro e cinquanta di altezza, Henry Toulouse-Lautrec è stato un grande puttaniere ma anche un grande – maledetto – artista. A Pigalle, frequentava abitualmente bordelli e cabaret. Nella case chiuse, in particolar modo in quella di Rue de Moulins, la migliore di Parigi, trovava ispirazione per le sue opere, raccontando attraverso quadri e disegni la vita quotidiana di prostitute ballerine e donne di facili costumi.

Autore, nei vent’anni di attività, di almeno 600 dipinti, 350 litografie, oltre che decine di manifesti pubblicitari (una vera e propria innovazione per quell’eopoca), Toulouse-Lautrec  rese celebre nel mondo Montmartre e quella Parigi che entrò a far parte dell’immaginario collettivo anche grazie ai suoi lavori. Morì a soli 37 anni, nel 1901, alcolizzato e malato di sifilide.

Dal 17 ottobre 2017 al 18 febbraio 2018, Palazzo Reale di Milano lo celebra con una grande mostra monografica, con la quale evidenziare il suo intero percorso artistico e i tratti di straordinaria modernità che lo hanno caratterizzato. La mostra, a cura di Danièle Devynck (direttrice del Museo Toulouse-Lautrec di Albi) e Claudia Zevi, è promossa e prodotta dal Comune di Milano, da Palazzo Reale, da Giunti Arte Mostre Musei e da Electa, con il Musée Toulouse-Lautrec di Albi e l’Institut national d’histoire de l’art (INHA) di Parigi.

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