Rassegna stampa

Torna Verifica 8+1

Un articolo firmato da Enzo di Martino per “Il Gazzettino” ci riporta agli anni ’60 per raccontare di un gruppo di artisti talvolta non valorizzati come avrebbero meritato. Alla Fondazione Bevilacqua La Masa, un evento collaterale alla Biennale di Venezia, promosso dall’Associazione culturale Arsnow Seragiotto.

La ricerca espressiva dell’ arte del Novecento ha percorso numerosi sentieri, spesso non tutti opportunamente registrati e valorizzati. Si assiste allora, negli anni più recenti, alla lodevole riscoperta di gruppi e movimenti che al loro apparire, forse perché troppo innovativi da un punto di vista formale, non avevano avuto l’ attenzione critica che certamente meritavano. L’ ultima ondata di queste riproposizioni storiche riguarda in particolare l’ arte italiana più rigorosamente astratta, emersa tra la fine degli anni Cinquanta e gli inizi del Sessanta, definita in parte arte programmata, in altre declinazioni ricerche ottico-cinetiche.

I loro protagonisti, penso in particolare ad alcuni nomi quali Enrico Castellani (1930) ed Agostino Bonalumi (1935 -2013)  – entrambi partecipi nel 1956 del Gruppo Azimut a Milano – hanno ormai raggiunto quotazioni di grande rilievo e interessato un mercato di vastità internazionale.

E’ dunque in questa prospettiva che va letta la mostra che, a cura di Giovanni Granzotto, viene inaugurata alla Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia, dove resterà aperta fino all’ 8 ottobre. Ha per titolo Alberto Biasi, Sara Campesan, Bruno Munari e altri amici di Verifica 8+1, facendo perciò espressamente riferimento alla straordinaria esperienza promossa a Mestre nel 1978, quella di un centro di documentazione e informazione di nuovi linguaggi, rimasto attivo per trent’ anni.

La mostra è incentrata sull’ opera di tre figure di rilievo perché Bruno Munari (1907-1998) – al quale in marzo è stata dedicata una antologica nel Palazzo Pretorio di Cittadella – è in effetti una delle personalità più complesse ed interessanti dell’ arte italiana del XX secolo, sebbene abbia operato,sempre con grande rigore, non solo come pittore, ma anche quale grafico e designer. Alberto Biasi (nella foto una sua opera) ha ormai assunto la figura di un autentico protagonista dell’ arte programmata e non a caso è stato nel 1960 tra i fondatori dello storico Gruppo N di Padova. Le sue opere risultano sempre emotivamente e visivamente coinvolgenti, stabilendo un rapporto nuovo ed armonioso con lo spazio, spesso anche con l’ intervento del movimento e della luce.

Più intrigante perché misconosciuta la figura di Sara Campesan (1924-2016) alla quale viene opportunamente dedicata una sala – che è stata come artista la vera animatrice dell’ esperienza del Gruppo 8+1 a Mestre che ha tra gli altri ospitato grandi personaggi quali Horacio Garcia Rossi, e in particolare l’ argentino Julio Le Parc (1928) che nel 1966, l’ anno di Lucio Fontana, ha ottenuto il Gran Premio per la pittura alla Biennale di Venezia.

La rassegna risulta in effetti vasta ed esauriente perché ospita anche opere di artisti che sono stati vicini a Verifica 8+1, quali, tra gli altri, Edoer Agostini, Marina Apollonio, Ferruccio Gard, Nino Ovan, Mariapia Fanna Roncoroni, Claudio Rotta Loria e Sandi Renko. Ne risulta infine una mostra stimolante e ricca di suggestioni, per molti versi sorprendente rispetto alla visione tradizionale dell’ arte.

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