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Soulages: un secolo, un mito

Pierre Soulages  è nato in una piccola cittadina del sud della Francia la vigilia di Natale del 1919. Noto come il pittore del nero, il più grande artista vivente, secondo le parole di François Hollande (ma sappiamo come son fatti i francesi … N.d.R.), il 24 dicembre taglia dunque il traguardo del secolo di vita.

Nella sua lunga carriera, lavorando su una grande varietà di materiali, ne ha esplorato tutte le tonalità di colore/non colore, superficie riflettente capace di cambiare l’oscurità in luce. Stiamo parlando della storia dell’arte moderna e contemporanea: Il primo Salon des Indépendants  di Soulages risale al 1947 e nel 1953 era già al Guggenhem di New York.

E’ stato il primo artista vivente con una personale all’Hermitage di San Pietroburgo e poi alla Galleria Tretyakov di Mosca. Ha fatto il disegnatore teatrale, ha firmato i manifesti per le Olimpiadi di Monaco del 1972  e a un’asta di Sotheby ha superato la valutazione di un milione di euro.

Già anziano, ma spinto da un’inesauribile energia, nel 1994 realizzò le 104 vetrate dell’abbazia romanica di Sainte-Foy a Conques nel dipartimento dell’Aveyron. E’ qui in Occitania, nel  luogo dove è nato, a Rodez, che Soulages lascia la sua traccia  più viva. Per esporre 500 opere donate in due riprese alla città nel 2014 è stato aperto un museo a suo nome progettato dallo studio RCR  (Rafael Aranda, Carme Pigem e Ramon Vilalta, archistars catalani vincitori del premio Pritzker).

I dipinti testimoniano tutta l’evoluzione della sua tecnica e soprattutto la ricerca dell’Outrenoir, il colore che supera e va al di là del nero. E questo eccezionale centesimo compleanno viene onorato anche nel tempio dell’arte francese: il Louvre ha inaugurato pochi giorni fa una mostra su Soulages visitabile fino al 9 marzo 2020. (articolo di Leonardo Felician)

 

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