Rassegna stampa

Siamo rimasti in mutande

Mutande, boxer, tanga, corsetti, reggicalze, reggiseni, sottovesti, vestaglie, mutandine. Si, tanta roba di tutti i generi e per tutti i gusti. Succede a Londra, ma non siamo in uno dei tanti sex shops – un po’ squallidotti – di Soho e nemmeno nel nuovo rutilante negozio di Victoria’s Secret in Mayfair. Siamo invece in una mostra intitolata “Undressed: a brief history of Underwear” al Victoria and Albert Museum, in pratica il Museo delle Arti Applicate della capitale britannica. Il Curatore è Edwina Ehrman. Gli Sponsors: Revlon e Agent Provocateur.

Il tema, nel senso più ampio e ricco possibile, è la cosiddetta biancheria intima: tecnicamente quello che di solito portiamo direttamente a contatto con la pelle. Di fatto una complessa e avvincente esposizione che verte sui rapporti, almeno così come si sono sviluppati in occidente negli ultimi due secoli, tra la moda intima e la moda vera e propria. Ma ovviamente, anche e soprattutto, una ricognizione sull’ idea corpo e sulla sua evoluzione. Anatomia, Storia e Antropologia sono qui questioni altrettanto importanti degli aspetti tecnico-merceologici e dei cambiamenti del gusto (…)

Per leggere l’intero articolo firmato da Antonio Riello per Dago-art, clicca qui.

 

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