Luoghi & design

Parigi val bene una ….

L’occasione è ghiotta: mio marito va a Parigi per un appuntamento di lavoro, viaggio lampo di 24 ore, mi propone di trasformarmi nel suo bagaglio a mano e di volare insieme nella Ville lumiere! È proprio il caso di dire che accetto al volo. Da una veloce ricerca su internet verifico che la Mostra di Basquiat alla Fondazione Vuitton, che dovrebbe essere appena finita, è stata prolungata di una settimana: compero on line il biglietto e appena atterro all’aeroporto vado diretta con il taxi alla fondazione.

Maestosa! Una cattedrale di vetro, un’enorme veliero illuminato da un freddo e limpido sole di gennaio che lascia abbagliati e ammirati. Entrare in questo hangar della cultura che inevitabilmente profuma anche di moda parigina, dà a questa viaggio inatteso l’ultima conferma di un premio. Già il bookshop è una rete di tentazioni editoriali, la bellezza di certe copertine viene superata solo dai contenuti intelligenti di tante geniali intuizioni editoriali e fotografiche che rappresentano altrettante opere d’arte e del pensiero sofisticato, guizzante, coraggioso, talvolta eccessivo, sempre comunque attraente.

Per la cronaca, la mostra dedicata a Basquiat – si dipanava su ben quattro piani di questo edificio trasparente  in cui vibrazioni di luce trapassano i vetri – ha chiuso i battenti il 21 gennaio. I dipinti, quasi tutti acrilico su tela o tableaux di legno, in alternanza a innumerevoli disegni e collage a tecnica mista,  come in altre esposizione dedicate all’artista afro-americano, li ho trovati portatori di messaggi forti ed ancora attuali.  Le sue denunce della condizione delle persone di colore,  i suoi volti tribali, le accuse di razzismo attraverso figure demoniache o cristiche, l’uso di frasi e parole in lingue diverse … ecco tutto ciò diventa una sorta di rap visuale che a suo modo suona come un carillon.

La Fondazione Louis Vuitton rimane – a prescindere degli artisti di volta in volta in esposizione  – una scatola magica, ideata da Frank Gehry con i fasti di una moderna cattedrale che accoglie ogni anno milioni di visitatori …. O fedeli? Del resto la relazione tra Parigi e le messe ha un’antica tradizione…

Appunti di Pamela Ferlin

Per chi poi volesse concedersi una sosta gastronomica, la Fondazione Louis Vuitton ha affidato le gestione del ristorante “Le Franck” a Jean Louis Nomicos, chef stellato proprietario de “Les Tablettes” in Avenue Bugeaud, poco distante dall’Arco di Trionfo.

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