Rassegna stampa

Paolo Scheggi a Londra

“Paolo Scheggi rivive tra le pareti dell’Estorick Collection di Londra” Articolo di Carlotta Gallo per “La Stampa”.

Paolo Scheggi rivive tra le bianche pareti dell’Estorick Collection di Londra, dimora della più grande collezione di arte moderna italiana in Inghilterra, situata nel cuore di Islington a due passi dai giardini di Canonbury Square. Una grande retrospettiva sul lavoro dell’artista fiorentino porta insieme per la prima volta in Inghilterra più di 30 opere, spaziando tra i vari periodi della sua breve ma intensa carriera. Scheggi nasce a Firenze, ma vivrà e lavorerà a Milano nel suo decennio più produttivo (1961-1971), stroncato a soli trentun’anni da gravi problemi al cuore (…).

La mostra intitolata «Paolo Scheggi, In Depth» ci porta indietro fino ai suoi primi lavori iniziali in lamiera e metallo, passando per i suoi pezzi più conosciuti, come la serie Zone Riflesse del ’64 con i famosi tagli ovali su tele sovrapposte dai colori accesissimi di blu, bianco, arancio e rosso, passando per la serie Inter-ena-cubo del ’68, fino ad arrivare agli ultimi lavori più concettuali, in cui Scheggi ritorna all’uso di metallo e lamiera come in Copia dal Vero di Paolo Scheggi (1970).

Il grande talento dell’artista fiorentino non si estendeva soltanto alla pittura: in mostra ci sono anche due abiti della stilista di alta moda Germana Marucelli per cui Scheggi aveva curato il tessuto ricoprendone uno con estratti dalle poesie di Ungaretti e T.S Eliot, e compaiono anche le giganti lettere giallo fluorescenti a formare parole come Sole, Gioia, Lucidità parte delle performance di teatro con Giuliano Scabia al Piccolo di Milano del ’68. Con i suoi tagli ovoidali su tela scheggi era riuscito ad attirare l’attenzione del suo padre spirituale Lucio Fontana, che scrivendogli in una lettera, lo benediceva come artista del suo tempo, ricordandogli di essere «sempre umile, perché nel tempo siamo nulla».

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