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Notes from London

Nel nostro personalissimo taccuino di viaggio, ad ogni museo o galleria delle città che visitiamo – in questo caso siamo nella Londra before Brexit – ci piace abbinare indirizzi gastronomici dove concedersi un po’ di relax. Eccone alcuni visitati in occasione delle festività di fine anno.

Al Victoria & Albert Museum, fino al 22 marzo, se capitate da queste parti non potete perdere “Wonderful Things”,  stupefacente mostra dedicata a Tim Walker, uno dei più creativi fotografi di moda al mondo.  I lavori esposti e l’originale allestimento proiettano il visitatore in un mondo fantastico e per alcuni versi anche fiabesco che a noi è piaciuto molto.

Se poi vogliamo mettere le lancette dell’orologio indietro di 60 anni, abbiamo trovato assai divertente dare un’occhiata alle creazioni di Mary Quant, la stilista che inventò la minigonna. Pochi centimentri di stoffa tagliati permisero in poco tempo l’emancipazioni di milioni di donne e divennero il simbolo di una rivoluzione culturale e sociale alla quale ci sarebbe piaciuto assistere. Attenzione, la mostra chiude i battenti il 16 febbraio.

Poco distante dal V&A, al civico 195 di King’s Road, una sosta è d’obbligo al The Ivy Chelsea Garden, in un tripudio di fiori, piante, composizioni floreali, tappeti, specchi e caminetti. Il fois gras è molto buono. Un indirizzo molto gettonato,  dove incontrare gente modaiola,  rimane  poi il Bibendum Oyster Bar, al pian terreno del  Michelin Building, un gioiello di architettura Art Nuouveau/Deco in Fulham Rd 81. Al primo piano trovate invece il ristorante di Claude Bosi.

Sempre in Fulham Rd,  al civico 100 vicino alla fermata della metropolitana South Kensington, merita entrare alla Peter Harrington Gallery  . Se cercate rare e preziosi edizioni di libri e fumetti, stampe d’antiquariato, fotografie o litografie di artisti moderni e contemporanei questo è il posto che fa per voi. Se siete arrivati sin qui, a questo punto però non potete non spingervi sino a Walham Grove per una sosta al The Harwood Arms , l’unico pub di Londra ad aver conquistato una stella Michelin.  Ordinate delle scotch eggs (uova sode avvolte in uno strato di salsiccia e poi impanate e fritte):  non sarà facile non chiedere un bis.

Dall’altra parte del Tamigi, alla Tate modern abbiamo apprezzato – eccome – le fotografie di Dora Maar, artista francese di origini croate, per molti anni musa ispiratrice di Pablo Picasso. Sino al 15 marzo. E’ invece terminata il 5 gennaio la grande retrospettiva dedicata all’artista danese Olafur Eliasson. Peccato per chi se l’è persa.

Riattraversato il fiume, poco distante dalla National Gallery, The Ivy (nella foto) è uno dei nostri ristoranti preferiti. Se non avete molto tempo a disposizione,  suggeriamo un fish and chips al bancone del bar, magari scambiando  due chiacchere con l’assistant restaurant manager  Fabio Maraviglia, bresciano di origine ma molto british style, che saprà consigliarvi al meglio su quale vino abbinare al piatto scelto.

Per finire, l’ultima tappa ci ha portato alla Royal Academy nelle cui sale, sino al 26 gennaio 2020, sono esposte decine di sels portraits di Lucian Freud. Proseguendo per Piccadilly Street, in direzione Mayfair, alle cinque del pomeriggio è sempre gradevolissimo concedersi un te con i biscotti al The Wonseley, dove peraltro fanno anche dei gustosissimi breakfast. (N.C.)

 

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