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Michelangelo si tinge di Viola

Alla Royal Academy of Arts di Londra fino al 31 marzo è in mostra la Vita in tutta la sua laica sacralità. Da un lato le enormi installazioni di Bill Viola (si pronuncia Vaiola, mi raccomando …) artista americano classe 1951, pioniere della Video Arte che con l’uso sapiente di una potente tecnologia mette in scena le grandi questioni dell’Umanità.

Dall’altro una serie di magnifici disegni di Michelangelo, per lo più inediti, provenienti dalla Collezione Reale del Castello di Windsor. Più che un connubio, una sorta di affinità elettiva tra due artisti che in comune hanno l’ossessione per la morte che in entrambi si concentra attorno al rapporto anima e corpo,  al sentimento dell’ inesorabilità del Tempo e all’interesse per la Rinascita/Resurrezione.

Nella prima stanza si trova, proiettato su un ampio schermo, “The Messenger” (1996), originariamente realizzato per la Cattedrale di Durham. Un essere misterioso (un angelo ? un demonio ? un essere umano ?) sbuca dall’acqua e vi fa ciclicamente ritorno. L’acqua in movimento è l’elemento distintivo e onnipresente della poetica di Viola. Una insistente suggestione idraulica  per descrivere l’esperienza del fluire temporale. Molto potente.

La grandiosa installazione  “Five Angels for the Millenium” (2001) inanella poi una serie di video che non lasciano ne’ scampo ne’ respiro. Ci si sente quasi frastornati perchè la nostra mente sembra incapace di gestire così tanta (non banale) emozione.

Un percorso denso, emotivamente faticoso che  si snoda tra un crescendo di emozioni con un finale mozzafiato. I video  The “Fire Woman” (2005) e “Tristan’s Ascensions (2005), magnifici e ipnotici. Acqua e fuoco che raccontano della memoria delle cose perdute e l’ascensione del corpo che infine diventa altro. Un soffio che torna alle origini, là dove tutto si calma. (Articolo di Patricia Schmeidler).

 

 

 

 

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