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Mappe e aureole

Carte geografiche restaurate con cura, talune a colori altre in bianco e nero, risalenti al periodo che va dal 1920 ai primi anni 40 dello scorso secolo, vengono “macchiate”(ci sia consentito il termine forse non del tutto appropriato) con delle aureole dorate, alcune più rotonde, altre più allungate, quasi a forma di ellisse.

Giulia Piscitelli, napoletana classe 1965, vuole così rappresentare una sorta di viaggio nello spazio e nel tempo. Le aureole non sono posizionate a caso sulle mappe, ma sono di fatto ciò che resta visibile in seguito ad una sovrapposizione delle stesse su capolavori del passato riproducenti immagini sacre.  Nel lavoro che vi proponiamo, ad esempio, le foglie dorate sono ciò che rimane della “Lavanda dei piedi”, una tempera su olio (1451-1453) opera del  Beato angelico custodita al Museo San Marco di Firenze.

L’artista  è stata proposta ad Arte Fiera Bologna dalla galleria di Giangi Fonti, aperta a Napoli, 16 anni fa, nella centralissima via Chiaia, a due passi dal teatro San Carlo e dal Gran Caffè Gambrinus.

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