Rassegna stampa

M9 racconta il Novecento

M9 è un museo innovativo dedicato al Novecento. È il primo esclusivamente multimediale in Italia e un esempio quasi unico in Europa. Ed è anche un progetto di riqualificazione urbana di Mestre, che lo ospita nel cuore della città. Il museo è diviso in otto grandi aree tematiche, distribuite su due piani dell’edificio, progettato dalla studio d’architettura berlinese Sauerbruch Hutton. Al primo piano quattro sezioni: Demografia e strutture sociali; Consumi, costumi e stili di vita; Scienza tecnologia e innovazione; Economia, lavoro, produzione e benessere. Altre quattro al secondo: Paesaggi e insediamenti urbani; Stato, istituzioni e politica. Un percorso coinvolgente mediato dall’uso della tecnologia, da interfacce digitali, rappresentazioni 3D ed esperienze interattive e immersive. Non ci sono oggetti in mostra, se non pochi, ma video, fotografie, grafici e documenti provenienti da oltre centocinquanta archivi italiani e recuperati da un gruppo di studiosi, tra cui gli storici Michelangela Di Giacomo, Fedra Pizzato, Livio Karrer e Giuseppe Saccà. Sarà anche sede di mostre temporanee e il primo appuntamento è fissato per il 22 dicembre con “L’Italia dei fotografi. 24 storie d’autore”, a cura di Denis Curti. Per la direzione è stato scelto Marco Biscione, antropologo, già al Mao di Torino. Dal primo dicembre arriva così in porto un’idea concepita dieci anni fa, un centro propulsore di ricerca storica, cuturale e di avanguardia tecnologica. Una sfida importante, sostenuta con determinazione da Fondazione di Venezia.

Testo tratto da Repubblica.it

Ci sono voluti otto anni di lavori (e un investimento di 110 milioni di euro) ma finalmente ci siamo: il primo dicembre inaugura ufficialmente il Museo del Novecento di Mestre, meglio noto come M9. Con la loro usuale abilità gli architetti berlinesi Sauerbruch Hutton, vincitori nel 2010 del concorso internazionale, hanno saputo rigenerare un isolato da anni inagibile, trasformandolo in quello che oggi è non solo una sede museale da oltre 5mila metri quadrati, ma anche uno snodo urbano complesso, attraversato da percorsi pedonali che conducono a una piazza centrale animata da negozi (…)

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M9 è un edificio che combina in 7 corpi fabbrica, di cui tre nuovi, la poesia postmoderna del cemento grezzo a 20.822 piastrelle realizzate nei 13 colori (dal bianco all’arancione passando per il celeste) che hanno fatto la storia dell’architettura mestrina. Il progetto è dello studio berlinese Sauerbruch Hutton. L’impresa – ci sono voluti 10 anni per realizzarla – è stata finanziata dalla Fondazione di Venezia (per mano della società Polymia). Costata 110 milioni di euro, il suo intento è andare oltre la tesorizzazione del XX secolo contribuendo al rilancio della terraferma veneziana (…)

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