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L’onda della Modernità

“A ogni Epoca la sua Arte, a ogni Arte la sua Libertà” Sono queste le parole che accoglievano il visitatore all’ingresso del Palazzo della Secessione viennese ideato, come un tempio, nel 1987, dall’architetto Joseph Maria Olbrich e destinato alle esposizioni d’arte. Il motto, coniato dal giornalista Ludwig Hevesi, fu trasposto graficamente da Gustav Klimt in un celebre manifesto che vedeva Teseo, l’eroe-artista, lottare contro il Minotauro, emblema della cultura al potere, dominata dall’implacabile avversione nei confronti dell’arte moderna.

Da Monaco a Vienna (le due più celebri), da Praga a Roma, l’onda lunga delle Secessioni è  ora al centro di una mostra allestita fino al 21 gennaio a Rovigo, negli spazi di Palazzo Roverella, contenitore che in tutta sincerità non ci ha per nulla entusiasmato.  L’esposizione permette comunque di meglio conoscere questi grandi movimenti modernisti, di rottura con le scuole e le accademie,  che animarono l’Europa tra la fine dell’800 e i primi anni del ‘900.

Non aspettatevi di trovare le opere più conosciute di Gustav Klimt  o di Egon Schiele, pur tuttavia vanno fatti i complimenti ai curatori della mostra per averci dato l’opportunità di conoscere meglio – attraverso quadri, disegni, sculture e oggetti di design – un periodo storico/artistico che merita davvero di essere approfondito.

Le prime due settimane di mostra – peraltro – hanno già segnato un ottimo avvio per quanto riguarda l’affluenza, con un totale di circa 4.000 biglietti staccati. (N.C.)

“Secessione. Monaco Vienna Praga Roma. L’onda della modernità” mostra a cura di Francesco Parisi. Rovigo, Palazzo Roverella, dal 23 settembre 2017 al 21 gennaio 2018.

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