Non solo arte

L’olio racconta l’Italia

Non lontano da Imperia, a Chiusano, in una delle regioni italiane più famose per la produzione dell’olio d’oliva, esiste un museo stravagante e unico nella sua specificità: il Museo della latta d’olio. Stravagante perché raccoglie il quotidiano, niente di prezioso ma tutta una oggettistica che racconta l’evoluzione della società tra la seconda metà dell’800 e gli anni ’50 del XX secolo.

Di recente realizzazione, la collezione di circa 6000 pezzi è allestita in un antico frantoio del 1600. Tiziana Guatelli ne ebbe l’idea, come ama raccontare, perché fin dall’infanzia fu attratta dalle coloratissime immagini delle scatole di latta che animavano la vita di ogni giorno e il momento fortuito è stato l’incontro con suo marito, Riccardo Guatelli, erede di una delle storiche aziende produttrici di latte d’olio.

Una collezione che ha una storia da raccontare, come qualcosa ancor vivo, capace di trasmettere una preziosa eredità del tempo trascorso. Le lattine esposte sono le prime realizzazioni per tutta una produzione che forniva non solo le famiglie della zona, ma che solcava l’oceano per entrare nelle case dei nostri emigrati. Un elisir di vita che diveniva un ideale filo di Arianna che legava i «migranti» alla storia d’Italia.

Per conservare meglio l’olio, i produttori scelsero di confezionarlo in lattine che venivano di volta in volta decorate da artisti con immagini che ricordavano i momenti forti della vita politica e civile in Italia. Nessun avvenimento, tragico o gioioso, venne trascurato. Fondamentale era la celebrazione dell’Italia. Una piccola ma sapiente selezione della Collezione Guatelli è esposta fino al 14 dicembre 2018  all’Istituto Italiano di Cultura a Strasburgo.

(Articolo di Roberta Hurstel)

 

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