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Licini, un vento di follia

“Osvaldo Licini: Che un vento di follia totale mi sollevi” Peggy Guggenheim Collection Venezia 
22 settembre 2018 – 14 gennaio 2019 – A cura di Luca Massimo Barbero 

MariaGabriella Rinaldi ha visitato la mostra in occasione dell’inaugurazione e ce la racconta così.

Un artista capace di emozionare, eppure quasi dimenticato nonostante alla XXIX Biennale – er ail 1958 – avesse ricevuto il Gran Premio per la Pittura.

Osvaldo Licini si descriveva “errante, erotico ed eretico”: dagli autoritratti all’Olandese volante degli anni trenta e quaranta, dall’Amalassunata agli Angeli i suoi quadri cercano qualcosa che va al di fuori della normalità descrittiva, confidando, come scrive lui stesso, “ che il vento di follia mi sollevi”.

Il curatore della mostra, Luca Massimo Barbero, attraverso un centinaio di opere esposte,  è riuscito ad incuriosire il visitatore che esce dalla mostra entusiasta.

La ricerca dell’astratto per Licini arriva dopo aver a lungo dipinto dal vero, ma sempre dubitando che imitare il vero sia pittura perché per lui dipingere è creare, è immaginare, è fare poesia esattamente come si fa con le parole. L’astrattismo comincia negli anni ’30 e nella mostra lo si affianca a Fontana e Melotti. Dal geometrico passerà in seguito ad  una dimensione più simbolica e spirituale; inserisce  scritture enigmatiche, numeri, quasi una nuova cabala.

Ecco allora “L’ Olandese volante” , un marinaio del mito norvegese condannato ad errare eternamente per aver sfidato Dio oltrepassando il Capo di Buona Speranza. È la metafora dell’impossibilità della conoscenza, del peccato di orgoglio che induce l’uomo a non accettare i propri limiti.

Un’opera che prelude alla separazione dalla tragica realtà della guerra, con i dipinti delle Amalassunte e degli Angeli ribelli che ci portano nella più completa irrealtà. Che sia questo il motivo per cui Licini ha entusiasmato così tanto i primi visitatori della mostra? Che sia questa sua capacità di portarci lontano dalla realtà?

Credits: Osvaldo Licini, Amalasunta su fondo verde, 1949, olio su tela. Collezione Gori

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