Ritratti d'autore

Le suggestioni della grafica

Dopo un anno e mezzo Pizzi Cannella torna ad esporre, per la prima volta, dopo la grande mostra all’Ermitage. Non è più a San Pietroburgo, ma a Udine e in dimensione limitata, anzi numerata, perché di grafica d’arte parliamo e di una mostra il cui titolo esprime il principio numerico che definisce il carattere multiplo – ed unico insieme -dell’opera calcografica: Arabi/romani.

È un’esposizione di 19 pezzi appena, con tiratura 1/12, 1/50, raffinati, virtuosi, ineccepibili. Si lasciano guardare alle pareti della Stamperia d’arte Albicocco, dove il grande torchio ha conosciuto la trepidazione di Vedova, Pizzinato, Zigaina, Accardi, Santomaso, Kounellis, solo per citare alcuni dei maestri che nel tempo si sono alternati in questo profumato luogo di produzione d’arte.

Ora la generazione è un’altra ed è Piero Pizzi Canella (laziale di Rocca di Papa, classe 1955) a presentare il suo lavoro, realizzato tra il 2011 e il 2018. L’artista romano fa i ritratti delle cose, attraversando i temi a lui più cari, così come li ha percorsi nelle tecniche antiche della stamperia, nell’arcano di carte e di inchiostri, di vernicette e acidi. Strano il sapore degli oggetti che l’autore mette in scena: sanno di antico e lontano, hanno il gusto seducente del riconoscibile, ma il distacco dall’esperienza comune.

Da non perdere la mostra per lo sperimentalismo dell’autore che nell’incontro con lo stampatore osa il carborundum, l’acquaforte e la maniera a zucchero.  Curiosi i formati, che dall’impronta minima su foglio piccolo vanno al coraggio del metro x due. Mi è piaciuta la periferia dove queste cose accadono, quella periferia che sa da ultimo banco, dove non visto fai gli affari tuoi ma puoi stare attento a quello che ti interessa veramente. Importanti i valori attribuiti alle opere. Ma la grafica, in fondo in fondo, non era nata anche nell’idea di una democratizzazione dell’arte? (Recensione di Francesca Agostinelli)

La mostra è curata da Gianluca Albicocco e Nicola Galvan. È  accompagnata da un catalogo con le immagini di tutti i lavori esposti e un testo critico di Nicola Galvan.

A Udine, fino al 15 febbraio 2019. Info 0432 547573

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