Ritratti d'autore

Le fisarmoniche di Paola

Due donne che amano l’arte si incontrano casualemente grazie allo smartphone e ai social. La prima conseguenza è questa intervista che Laura Stefani ha realizzato per conoscere meglio Paola Bazz. In futuro, chissà …

E’ attraverso Instagram che ho potuto conoscere i bei lavori di Paola Bazz (padovana di origine, classe 1965). Mi sono piaciuti subito i suoi ritratti: anche lei, come me, ha elaborato una sorta di pixel “personale”. Io ho usato la plastica da imballo (pluriball) e i tessuti usati dai soggetti ritratti, lei usa la carta, di cui dispone in abbondanza, essendo architetto ed avendo in studio riviste, cataloghi, materiale pubblicitario. Di istinto, sempre attraverso la rete, le ho posto qualche domanda, per conoscerla meglio, e lei gentilmente ha appagato la mia curiosità.

Come hai cominciato?

“Mi sono laureata in Architettura Venezia e ho lavorato come architetto per quasi vent’anni in diversi ambiti, dall’allestimento di mostre temporanee, musei permanenti e scenografie teatrali, alla progettazione e realizzazione di arredamenti per negozi, alla ristrutturazione di case private. Un giorno ritagliavo foto e disegni per preparare delle tavole di presentazione di un progetto per un cliente e si sono accumulate sul mio tavolo molte strisce di carta. Quasi per gioco ho cominciato a piegarle e a fare tante piccole fisarmoniche. Accostandole ho creato la mia prima opera, astratta. Quando ho capito che la carta piegata poteva essere usata come un originale pixel, ho superato l’attrazione e ho cominciato a fare ritratti.”

Cosa ti ispira? Come scegli i soggetti che ritrai?

“Seleziono volti, sconosciuti o famosi , che raccontino una storia, che suscitino in me un’emozione e che mantengano ai miei occhi un’identità affascinante anche dopo la mia elaborazione e il mio lavoro di sgranatura necessaria”.

Cosa vuoi trasmettere?

“Attraverso il riutilizzo della carta stampata, che rappresenta uno dei mezzi coi quali i messaggi pubblicitari e la società si esprimono, voglio attirare l’attenzione sul consumismo che caratterizza il nostro stile di vita. Acquistando e consumando riveliamo in qualche modo noi stessi e ci esprimiamo individualmente e nella sfera sociale. Ma, così come nella società contemporanea ogni prodotto ha una vita molto breve e un veloce consumo, allo stesso modo la nostra identità è in continuo cambiamento.”

I ritratti di Paola, in effetti, a seconda dell’angolazione e della luce con cui si osservano, sembrano vivere di vita propria. La tridimensionalità della carta piegata fa apparire i volti sempre nuovi e diversi. Mi rendo conto che forse è proprio questo quello che più mi ha colpito, come l’artista rende l’inafferrabilitá dell’essere umano. Brava Paola! (Intervista di Laura Stefani a Paola Bazz)

 

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