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Le emozioni di Tony Gallo

Il mondo dello street artist Tony Gallo: ospedali, scuole, negozi ma anche gallerie d’arte. Il padovano più richiesto del momento si racconta: «Nei miei personaggi la ricerca continua della famiglia ideale. Fra bambini e gatti» «Le mie emozioni sui muri. Così trasformo le città»

Articolo di Francesca Visentin per il Corriere del Veneto 

«Scendo un attimo dal montacarichi e arrivo». Lo street artist Tony Gallo è sospeso a dieci metri, per trasformare i muri dell’ospedale di Padova. Ma gli è capitato di dipingere anche appeso a venti metri. Scuole, palazzi, ospedali, parchi, negozi, dove l’arte chiama, Tony Gallo arriva. Niente torre d’avorio, nessuno snobismo. «Vado dove mi portano i miei personaggi. Racconto fiabe moderne», dice. Come i grandi pittori del Rinascimento, che si offrivano a committenti diversi, così lo street artist più richiesto del momento, si concede, «socializza» i suoi affreschi contemporanei, condivide un messaggio onirico. Tony Gallo ritratto davanti a un muro che ha dipinto a Padova

«La mia è arte emozionale, i personaggi mi aiutano a esprimere ciò che ho dentro, tirano fuori le emozioni e i valori in cui credo – rivela – . La famiglia soprattutto. Sono molto legato alla mia famiglia. E poi disegno sempre bambini. Non posso averne e credo sia una sorta di transfer emotivo che mi porta a dipingerli».Da Padova, all’Italia, all’estero, fioccano le richieste. Tutti lo vogliono. L’agenda ormai non ha più un giorno libero. «Ho dovuto lasciare l’attività di parrucchiere che ho sempre portato avanti parallelamente a quella di artista. E per un periodo ci ho aggiunto anche quella di chitarrista. Adesso mi dedico completamente all’arte». Ben lontano dalle ritrosie di Kenny Random, padovano anche lui, writer di fama internazionale ma rigorosamente contrario a dipingere «su commissione», Tony Gallo dispensa opere senza risparmiarsi.

«La street art funziona così in tutto il mondo, è sui muri delle città, ma anche dentro le gallerie d’arte , nelle aziende, nelle scuole, riporta vita a spazi incolore – chiarisce Gallo – . Per i writer è diverso, preferiscono le toccate e fuga in incognito, di notte. C’è un certo antagonismo nel loro approccio. Kenny Random lo conosco bene, siamo amici. Ma ognuno segue la sua strada e le sue idee. Per me è un piacere incontrare le persone mentre dipingono. In ospedale tanti mi fermavano dicendo: “finalmente porti un po’ di colore qui dentro”. Anch’io faccio una selezione tra tutte le richieste che mi arrivano, evito il troppo commerciale, mi concentro sui progetti che mi piacciono. Spesso impongo la mia linea al committente».

L’inizio, però, è stato come quello dei writer. «Sì, anch’io dipingevo tra le strade, illegalmente. Ma sceglievo solo muri grigi, spazi fatiscenti, abbandonati. E poi infatti mi dicevano: così è meglio di prima. Non ho mai seguito una linea politica, nè un pensiero di rivolta, voglio solo emozionare».Padova è in gran parte decorata da Tony Gallo, muri e piazze riqualificati sia in centro che nei quartieri dal suo tratto onirico e multicolore.Le richieste però sono arrivate da tutt’Italia. E non solo.

«In Svizzera ho trasformato un intero plesso scolastico di tre piani, dalla materna alle superiori, un Istituto con studenti di tutte le età – racconta Tony Gallo – . Sempre in Svizzera ora mi hanno chiamato per decorare la facciata di un’azienda di software. Poi volerò ad Amsterdam».La quotazione delle opere? «Parlando di stampe o quadri, possono andare dai 200 ai 7000 euro. Decorare un muro, una scuola o un ospedale è diverso, va valutato di volta in volta».Il personaggio preferito? «I gatti travestiti. Sono molto legato ai miei due gatti Taco e Tatì, per me sono figli. Così dipingere gatti diventa un omaggio, un gesto d’amore. Amo quello che faccio, i miei personaggi mi accompagnano sempre, giorno e notte. Li vedo, li penso, li disegno, li sogno. Mi fanno compagnia. Come una famiglia».

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