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L’arte invade Miami

Poche ore dopo l’inizio di Miami Art Basel, i  “Red dots” i famosi pallini rossi che affiancano le opere già vendute sono numerosissimi. Si calcola infatti che nella giornata “first view VIP” si sviluppi oltre il 65% dell’intero fatturato di tutta la fiera.
Il più folto gruppo di gallerie presenti quest’anno è brasiliano: 14 le  gallerie verde oro di cui oltre la metà proveniente da San Paolo. Non crediamo ad un “effetto Bolsonaro” ma è certo che questo Paese dimostra una vitalità molto effervescente.
Capitanate da Mendes Wood, con sedi a Sao Paulo, Bruxelles e new York, le gallerie brasileire si stanno distinguendo, fra le altre, per esporre opere di sicuro interesse culturale oltre che commerciale, come i dipinti di Antonio Obi, artista che, dopo le performance di trasfigurazione del 2015, ha ricevuto elogi internazionali. Oggi si presenta  con altre provocazioni dal risvolto politico che gli hanno valso diverse denunce in Brasile per dei lavori considerati moralmente indecenti e offensivi della religione cristiana.
A parte le polemiche sono molto interessanti i lavori di Sonia Gomez, la prima artista afro-brasiliana ad esibirsi in un solo show in un importante museo quale è il Sao Paulo museo delle arti attualmente in mostra fino al 10 marzo 2019.
Altro artista da segnalare è Marcios Galan della galleria Luisa Strina che fa dei suoi lavori un atto di sfida alla deriva populista del suo Paese. Ma noi di Ars now magazine non ci occupiamo di politica e dobbiamo dire che la squadra brasiliana di artisti e gallerie presenti ad Art Basel Miami ci è piaciuta parecchio.

Lasciandoci alle spalle South beach appena passato il ponte principale che costeggia i docks e le navi da crociera caraibiche si arriva a down town Miami. Qui in due enormi tensostrutture è ospitata la seconda fiera per valore e importanza di questo circo artistico: art Miami e Context.
Questa è la mostra che mi diverte i più  in quanto associa veri capolavori di arte moderna a svariate belle realtà dell’arte contemporanea, si può andare dai 1000 dollari a oltre il milione ma sempre restando in un ottimo rapporto qualità prezzo, insomma si può dire che questo evento
” non se la tira” come art Basel ma da a normali collezionisti la possibilità di fare qualche buono affare su artisti affermati ma anche di scoprire giovani e promettenti artisti.

Da Miami, reportage di Mauro Casotto

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