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L’arte informale di Bendini

Art lovers amanti dell’arte informale non distraetevi! Sono questi gli ultimi giorni per visitare la mostra ‘Ombre prime’ di Vasco Bendini.

Fino al 19 giugno nella sala Adrovrandi della Galleria Nazionale di Arte Moderna e Contemporanea di Roma sono esposte molte opere dell’artista bolognese nel centenario della sua nascita (1922-2015).

La mostra a cura di Bruno Corà espone una selezione di opere dagli anni ’50 agli anni Duemila e testimoniano l’intensa attività dell’artista anche negli ultimi anni della sua lunga vita. E’ un’occasione per riscoprire una produzione di opere che ha visto Bendini alla perenne ricerca dell’uso di tecniche e materiali differenti: carta di giornale, tela, lana di vetro, cartoni, gommapiuma, resine, candele consumate, neon e plastiche, con modalità divenute poi distintive dell’Arte Povera.

Ma la galleria romana immersa nel parco di Villa Borghese e fiore all’occhiello dei Beni Culturali italiani vale sempre una visita per le sue 20.000 opere tra dipinti, disegni, sculture e installazioni dall’Ottocento ai giorni nostri e si propone come luogo di ricerca e sperimentazione sui linguaggi, le pratiche espositive e il ruolo del museo contemporaneo. E’ la più completa collezione dedicata all’arte italiana e straniera tra il XIX e il XXI secolo e raccoglie tutte le principali correnti artistiche degli ultimi due secoli, dal Neoclassicismo all’Impressionismo, dal Divisionismo alle Avanguardie storiche dei primi anni del Novecento, dal Futurismo e Surrealismo, con un cospicuo nucleo di arte italiana tra gli anni ’20 e gli anni ’40. Capolavoro assoluto – da non perdere – è il trittico delle corse al Bois de Boulogne di De Nittis. (Articolo di Leonardo Felician)

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