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L’arte fotogenica del Frieze

Frieze Art Fair 2017  ha mostrato quest’anno una elevata qualità e vivacità: i big dell’arte contemporanea a Londra c’erano praticamente tutti (Ropac, Perrotin, Almine Reich, Massimo De Carlo, David Zwirner, Hauser & Wirth, White Cube, Marian Goodman, Blaine & Southern, Lisson, Victoria Miro, Gagosian) e con robuste proposte, anche molto impegnative (Jeff Koons e Damien Hirst la fanno sempre da padroni, almeno per i prezzi).

Tirava un aria di prudente ottimismo e (forse) anche di un certo entusiasmo. Tendenze? Ancora parecchia ceramica, pochi video, parecchio vintage, poco concettuale, opere molto colorate e compatte. In generale si tende a preferire un arte “fotogenica” capace cioè di attirare i visitatori che con lo smartphone catturano e postano su Instagram e Facebook.

Nella parte “senior” di questo appuntamento fieristico – Frieze Masters – dedicato anche all’antiquariato e all’arte del passato, l’atmosfera è come sempre  meno frenetica, più aristocratica e anche più rilassata. Forse anche un pochino “polverosa” talvolta (probabilmente un fatto inevitabile…). Non ci sono grandissime sorprese, fatto salvo una bellissima installazione della Waddington Custot gallery che ha ri-allestito con dovizia di particolari lo studio che Peter Blake aveva a Londra. E poi lo stand della Galleria Continua, semplicemente elegantissimo.

Anche le sculture piazzate all’aperto nella parte Sud di Regent’s Park (dove viene allestito il padiglione di Frieze) fanno la loro parte. Ce ne sono parecchie e tutte da vedere. Da segnalare, tra tante, quelle di Ugo Rondinone, Anthony Caro e Urs Fisher.

Somerset House, nello Strand, ospita da diversi anni la African Art Fair. Una fiera piccola ma sempre piuttosto interessante. Anche se, spesso, un eccesso di “esotismo” la affligge: qualche volta l’aspetto “etnico” finisce per soffocare la dimensione artistica vera e propria. Da segnalare, proprio perché evitano tale “pericolo”, la ricerca che fa la galleria Primo Marella, pioniere italiano dell’arte contemporanea africana e quella della Pippi Houldsworth Gallery.

Nel giro di pochi giorni si apre a Parigi il FIAC e quindi il “circo” dell’arte contemporanea è già affannosamente in viaggio, quadri e bagagli, per la prossima tappa. Per Arsnow, Antonio Riello

Nella foto: Richard Saltoun, Sex Work section, Frieze London 2017. Photo by Mark Blower. Courtesy of Mark Blower/Frieze

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