Ritratti d'autore

La scommessa di Farronato

Sarà Milovan Farronato (nella foto) il curatore del Padiglione Italia alla 58° Biennale internazionale d’arte di Venezia del 2019.

“Ci ha proposto un progetto molto originale – ha dichiarato il Ministro dei beni e delle attività culturali Alberto Bonisoli – e innovativo anche dal punto di vista dell’allestimento. Valorizza il lavoro di un gruppo limitato di artisti e pone il Padiglione in linea con il panorama artistico internazionale”.

Milovan Farronato, non ama molto etichettarsi e nemmeno svelare la sua età (pare sia nato in una non meglio precisata località della Lombardia, sembra nel 1973).  E’ il direttore e curatore del Fiorucci Art Trust, per il quale ha sviluppato dal 2011 il festival Volcano Extravaganza a Stromboli. Assieme all’artista Paulina Olowska, ha fondato nel 2014 il simposio Mycorial Theatre a Rabka, in Polonia, poi migrato nel 2016 a San Paolo, in Brasile.

Curatore di profilo internazionale, un look che non passa inosservato, Milovan Farronato ha collaborato nel 2016 con le Serpentine Galleries di Londra per le Magazine Sessions, ha concepito il progetto The Violent No! alla quattordicesima Biennale di Istanbul nel 2015 e ha curato numerose mostre tra cui Nick Mauss, Illuminated Window (La Triennale e Torre Velasca, Milano, 2017), Lucy McKenzie, La Kermesse Héroïque (Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia, 2017) e  Si Sedes Non Is (The Breeder Gallery, Atene, 2017)

Come ad ogni edizione della Biennale d’arte, in laguna non mancheranno critiche e polemiche al suo operato. Come ad ogni edizione, addetti ai lavori e visitatori si divideranno nel giudizio. Ma questo è proprio ciò che ci piace dell’arte contemporanea. 

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