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La magia dell’immagine

Dalle camere oscure al megaletoscopio, dalle lanterne magiche al zograscope, il viaggio nel collezionismo di Carlo Montanaro (Burano, 1946) si fa visionario per raccontare la storia della scrittura di luce dal vedutismo al cinema muto.

Siamo a Pordenone, alla Galleria Saggittaria.  L’esposizione  – la numero 465  – muove da una grande Veduta del Prato della Valle di Canaletto; introduce fotografie ottocentesche, porta a oggetti ottici di rarissima reperibilità, che rappresentano parte del collezionismo del grande studioso Carlo Montanaro, nelle sue più recenti acquisizioni.

Il giorno e la notte. Dal vedutismo al cinema muto” è una mostra preziosa, curata da Giancarlo Pauletto, tagliata precisamente nella volontà di far convergere il tutto nella messa a fuoco del la progressiva spettacolarizzazione dell’immagine. Dove per immagine si intende il risultato dei diversi modi in cui, con la scrittura di luce, l’uomo ha nel tempo riprodotto la realtà. Una mostra spettacolare, dove si alternano vedute e visioni.

“Con la tipica passione del pirata a caccia dei dobloni – scrive Maria Francesca Vassallo – Montanaro continua ad ampliare il suo già sontuoso archivio, e permette oggi al Centro Iniziative Culturali Pordenone di presentare, unaa bellissima mostra in cui tutti gli appassionati potranno osservare nuovi materiali da lui ritrovati, preziosi non solo per ragioni strettamente filologico-documentarie, ma anche per rilievo estetico”.

Molto interessante anche il catalogo, con un saggio dello stesso Montanaro, che fa il punto sugli strumenti e sulle tecniche attraverso una rara documentazione iconografica, approfondendo e chiarendo gli aspetti legati alla conoscenza di questo mondo complesso e per alcuni versi misterioso.

Mi è piaciuta la chiarezza didattica della mostra, generosa e fondata su materiali originali delicati, rari che dalle camere ottiche al zograscope, la lanterna magica, incisioni fotografie e pellicole, seguono il filo di un collezionista coltissimo. Mi è piaciuto il testo di Giovanni Montanaro che piega questo mondo scientifico all’immaginazione e rilancia quel carattere visionario di fondo attraverso la personificazione di un’opera esposta, protagonista del racconto, che vive l’emozione di essere riscoperta e riabilitata. (Articolo di Francesca Agostinelli)

Il giorno e la notte – Dal vedutismo al cinema muto” Galleria Sagittaria Pordenone  fino al 13 ottobre 2019 – Tutti giorni – escluso il lunedì – ingresso libero dalle 16 alle 19:00

 

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