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La Biblioteca di Selestat

Selestat, cittadina alsaziana di 20.000 abitanti, ricca di storia e cultura, ha conservato nel suo centro storico importanti  edifici mediovali, sia civili che religiose.

Tra questi la Biblioteca Umanista, lasciata in eredità alla città – nel 1547 –  da Beatus Rhenanus. Scrittore, editore, avvocato, realizzò importanti studi filosofici e lavorò come correttore presso numerose tipografie a Parigi, Strasburgo e Basilea. Fu in contatto con un gran numero di intellettuali d’Europa, tra cui Erasmo da Rotterdam che lo definì il suo « alter ego ».

E’ quasi incredibile che la collezione custodita all’interno di quello che una volta era il Mercato del grano, abbia attraversato i secoli, arrivando integra, come l’aveva concepita Beatus Rhenanus, fino ai nostri giorni, superando guerre e gravi eventi naturali.

La Biblioteca Umanistica  – inserita nel 2011 dall’Unesco nell’elenco delle Memorie del mondo – consta di 450 manoscritti, 550 incunaboli e 2000 libri stampati risalenti al XVI secolo. Tra queste opere meritano di essere citati Il Lectionnaire mérovingien (VII sec), i Capitulaires de Charlemagne (IX sec), il livre des Miracles de Sainte-Foy (XI sec), la Bibbia latina detta della Sorbonne (un manoscritto italiano del XIII sec) senza dimenticare la Cosmographiae Introductio, stampata nel 1507 che contiene l’Acte de Baptême de l’Amerique.

Nel gennaio 2014 la Biblioteca è stata chiusa al pubblico per rinnovare l’insieme che non rispondeva più alle esigenze di conservazione del patrimonio, di utilizzo per il pubblico e della consultazione per gli studiosi. Il progetto di ristrutturazione è stato affidato a Rudy Ricciotti, architetto di fama mondiale che sa bene interpretare l’utilizzo museale (suo è il recente Musée des Civilisations de l’Europe et de la Méditerranée a Marsiglia).

Per la Biblioteca di Selestat, Ricciotti ha previsto di cambiare completamente l’interno eliminando alcuni piani intermedi in modo da dare respiro agli spazi. Nel contempo ha raddoppiato  l’ossatura in metallo in modo da non pesare sulla facciata storica e creato una intelaiatura antisismica.

Un’estensione in stile contemporaneo di 600mq consentirà di dare spazio a un auditorium, una sala per mostre, uno spazio didattico, nonchè una caffetteria e una boutique. Per realizzarla sono stati utilizzati venti pilastri in grès rose des Vosges (un materiale proveniente dalle cave della zona) per un totale di 500 blocchi. E’ una caratteristica dell’architetto fruire nei suoi lavori di materiali provenienti dal territorio, come per integrare al meglio l’opera all’ambiente.

Il percorso di visita sarà come un viaggio nei secoli alla scoperta del patrimonio inestimabile conservato nella biblioteca. Un percorso illustrato da sapienti pannelli esplicativi che culminerà nel « trésor », un cubo di vetro dove saranno installate di volta in volta le opere più preziose. L’informatica sarà anche al servizio del pubblico che potrà assaporare completamente questi straordinari volumi sfogliando virtualmente le pagineApertura al pubblico il 23 giugno 2018

Da Strasburgo, articolo di Roberta Hurstel

 

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