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Korzhev torna a Venezia

Gely Korzhev (1925-2012) è considerato una delle figure di maggior spicco nel  panorama pittorico, prima sovietico e poi russo, della seconda metà del Novecento.

A 57 anni dalla sua partecipazione alla XXXI Biennale d’arte di Venezia, l’Università di Cà Foscari gli dedica una mostra – chiuderà i battenti il 3 novembre – che a noi è piaciuta molto.  “Gely Korzhev. Back to Venice”  offre l’opportunità di rileggere, a distanza di oltre mezzo secolo, i lavori di un’artista che ha sempre cercato di uscire dai ferrei canoni  comunisti che prevalevano in Unione sovietica sino alla caduta del muro di Berlino.

Tra le molte opere, oltre a dei nudi e ritratti di donne molto belli, anche il trittico Comunisti (1957-1960),  esposto alla Biennale del 1962, prestato dal Museo Russo di Stato di San Pietroburgo.

Sono tre vaste tele, due verticali, una orizzontale: la prima (in ordine di esecuzione) è intitolata Internazionale, dominata da due figure in piedi, due soldati dell’Armata Rossa su un campo di battaglia, una che suona il corno, l’altra, di spalle, che regge virilmente il vessillo del reggimento; la seconda: Alzando la bandiera,  mostra un civile inginocchiato, che prende in mano lo stendardo rosso abbandonato da un compagno caduto; la terza (Omero: lo studio) ha come protagonista uno scultore, in realtà in abiti militari, intento a modellare un busto del poeta greco. (N.C.)

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