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In Côte d’Azur per scoprire …

Chi visita Vallauris, gradevole paese dell’entroterra della Costa Azzurra sulle colline alle spalle di Antibes, resta stupito per la presenza di innumerevoli negozi di ceramica artistica, retaggio di una tradizione di savoir faire locale che ha origini antiche: dal 1966 qui si tiene un concorso trasformatosi negli anni in Biennale Internazionale della Ceramica d’Arte  che si aprirà quest’anno a luglio. Risalita la via centrale che porta alla chiesa e al castello, nel suo perimetro si visita il Museo Nazionale Picasso con la cappella dell’affresco ‘La Guerra e la Pace’.  Il castello racchiude però tre musei in uno: salendo lo scalone rinascimentale si raggiungono le sale dell’interessante Museo della Ceramica, ma la sorpresa per chi si interessa di arte moderna e contemporanea è l’inaspettato museo dedicato alle opere di Alberto Magnelli, artista fiorentino contemporaneo di Picasso.

Nato nel 1888 e partecipante da autodidatta alla Biennale di Venezia del 1909, fu vicino ai Futuristi e frequentò tanti nomi importanti dell’epoca a cavallo delle due guerre come Picasso, Arp, Matisse, Léger, Kandinskij, Seurat maturando una visione pionieristica dell’arte cubista che lo fa considerare uno dei capiscuola e tra i primi iniziatori dell’Astrattismo europeo. Lasciata l’Italia in polemica con il regime fascista nel 1932 si trasferì a Parigi, con una lunga parentesi a Grasse nel sud della Francia tra il 1940 e il 1970. Morì nel 1971, dopo aver ottenuto numerosi riconoscimenti a livello internazionale (in Francia gli hanno dedicato anche un francobollo).
Un percorso cronologico ripercorre l’itinerario di questo pittore italiano, pioniere dell’arte astratta; dalle opere ancora figurative degli anni 1910 passando per i suoi primi dipinti astratti del 1915 per giungere alle grandi tele degli ultimi anni di vita. Il museo –  ospitato nelle sale del Castello di Vallauris – possiede quarantasette opere di Alberto Magnelli (1888-1971) riunite dallo stesso artista e acquisite in buona parte grazie alla generosità della moglie, Susi Magnelli. Una collezione  fondamentale per ripercorrere la sua evoluzione stilistica. (Articolo di Leonardo Felician)

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