Rassegna stampa

Il quadro di Angelina

Winston Churchill, Franklin D. Roosevelt, Angelina Jolie e Brad Pitt. Quattro ottimi ingredienti per la vendita all’asta di un quadro. La cui storia lo rende particolarmente affascinante e molto costoso. L’aria è immobile, luminosissima, in attesa. Siamo in Marocco, con il mare mediterraneo e una manciata di Stati a separarci dalla Germania di Hitler. Winston Churchill e Franklin D. Roosevelt si sono appena incontrati a Casablanca, in una conferenza che ha definito il piano per debellare il Nazismo. Ora passeggiano per gli edifici color sabbia di Marrakech e si godono l’anticamera dello scontro decisivo. Un momento troppo poetico perché Churchill, ispirato pittore, non decida di dedicargli l’unica opera che realizzerà durante la Seconda Guerra Mondiale (1939-45). Un risultato artistico troppo importante perché Christie’s non colga l’occasione, oggi, di proporlo in asta a Londra.

L’appuntamento è fissato l’1 di Marzo, quando “Tower of the Koutoubia Mosque” sarà battuto durante la Modern British Art Evening Sale. Il contorno dell’evento è reso ancora più brillante dall’inusuale figura che ha proposto in asta l’opera: Angelina Jolie. L’attrice americana è solo l’ultima dei tanti proprietari che hanno avuto la possibilità di possedere il dipinto. «Un’opera evocativa, meravigliosa» esclamò Roosevelt quando Churchill gliela donò. Il quadro fu poi venduto dal figlio del presidente nel 1945, dopo la morte del padre. Da quel momento è passato per diverse mani, prima di stabilirsi nella collezione della Jolie e Brad Pitt nel 2011. Nel frattempo ha però messo in archivio due esposizioni: la prima nell’edificio del New York Daily News nel 1965 e una seconda nel 1970 al Churchill Memorial di Fulton, Missouri.

L’opera, dopo la separazione della coppia nel 2016, è rimasta proprietà della Jolie Family Collection, che ora progetta la storica vendita: 2,1 milioni di dollari la stima minima, 3,4 milioni la massima. Previsioni che introducono a un record annunciato, dal momento che il miglior risultato ottenuto da un’opera di Churchill in asta si attesta intorno ai 2,4 milioni. Sono circa 500, in totale, le opere riconducibili al grande Primo ministro del Regno Unito. Un pennello amatoriale ma sensibile, sedotto dalla luce dal Marocco e dalla sua atmosfera sospesa.

“Tower of the Koutoubia Mosque” immortala proprio la moschea della città, risalente al XII secolo, al tramonto. Sullo sfondo si staglia la catena montuosa dell’Atlante, che si estende per circa 2500 km nel Nord-ovest dell’Africa. I colori sono leggeri, intorbiditi dal sole che declinando si scontra con i profili della città. Le ombre scendono precise come le palpebre stanche dei due politici, chiamati a un compito deciso per le sorti del mondo intero. Li immaginiamo passeggiare nei pressi della moschea, tra le persone tranquille, ignare di quel che si agita nella loro testa. Forse in quel momento Churchill aveva già deciso che, una volta tornato in Inghilterra, avrebbe dipinto quella scena. La natura, con i suoi paesaggi, rappresentava infatti la sua più grande fascinazione pittorica. «Dipingere è un grande divertimento» scriveva, «è bello ammirare i colori e depositarli sulla tela». Una passione da vivere all’aperto, nella sua casa di campagna nella contea di Kent o nel corso dei suoi viaggi in Italia, Francia e Africa.

Articolo di Paolo Manazza e Davide Landoni per il Corriere della sera 02 febbraio 2021

Altri articoli