Rassegna stampa

Il negozio di Banksy

Un «temporary shop», creato forse per difendere la sua arte dall’ uso improprio di chi vuole renderla un prodotto commerciale. Lo ha aperto Banksy, misterioso artista di strada, ieri a Croydon, periferia sud di Londra. L’ insegna del negozio temporaneo porta scritto «Gross Domestic Product», prodotto interno lordo. In vetrina, alcune delle opere icona dell’ artista, come il gilet a prova di pugnale decorato con la bandiera britannica indossato quest’ anno dal rapper Stormzy sul palco del festival di Glastonbury.

Il negozio-installazione è apparso ieri mattina all’ angolo tra Church Street e Frith Road ed è subito stato preso d’ assalto dai curiosi. Scopo della performance – secondo quanto scrive lo stesso Banksy su Instagram, dove ha rivendicato la paternità del negozio – sarebbe solo l’ esposizione degli oggetti, e non la vendita (o non ancora): «Oggi apro un negozio (anche se le porte in realtà non si aprono). È a Croydon. Probabilmente è meglio vederlo di notte». In vetrina anche l’ indicazione di un sito Internet: grossdomesticproduct.com, che per ora rimanda solo a una pagina con la promessa di prossima apertura.

 Secondo quanto riporta l’ agenzia di stampa France Press, Banksy intende usare i proventi delle possibili vendite per comprare un’ imbarcazione per il salvataggio dei migranti che rimpiazzi quella «confiscata dalle autorità italiane» e all’ origine della scelta di realizzare lo showroom ci sarebbe la disputa che lo oppone a un produttore di biglietti d’ auguri che avrebbe usato illecitamente sue opere.

Articolo pubblicato dal Corriere della Sera 

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