Rassegna stampa

Il bacio delle pietre

“Beso” dell’artista cubano Wilfredo Prieto con due rocce di tonalite dell’Adamello è stato appena installato all’ingresso del parco: un altro tassello del museo a cielo aperto che arriverà a ospitare 20 sculture site specific.

Ci sono voluti quattro anni e altrettanti tentativi per scovare le due rocce di tonalite dell’Adamello che, dopo una notte a bordo di un trasporto eccezionale, lunedì all’alba sono arrivate a Citylife. Le indicazioni dell’artista, il cubano Wilfredo Prieto, erano tassative: i due pezzi, che accostati fra loro formano l’incanto di un bacio, non solo dovevano essere gemelli e pesare 100 tonnellate l’uno, ma soprattutto dovevano essere massi erratici, che in geologia significa blocchi di pietra trasportati dai ghiacciai lontano dal loro luogo d’origine, quindi modellati dalla natura e non artificialmente dall’uomo. Perché il senso dell’opera “Beso”, oltre a rimandare alle centinaia di baci che costellano la storia dell’arte, sta nel contrasto fra la pietra grezza e millenaria delle Dolomiti e il paesaggio antropizzato dei grattacieli sullo sfondo, fragile e fugace.

Articolo pubblicato da Repubblica.it a firma di Teresa Monestiroli

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