Non solo arte

Hemingway ritorna a Caorle

E’ giunto alla terza edizione – in quel di Caorle, nel veneziano – il  “Premio Giornalistico Papa”,  chiamato così in riferimento al soprannome affibbiato all’autore de “Il vecchio e il mare” (racconto per il quale Ernest Hemingway ricevette il Premio Pulitzer nel 1953 e  il Premio Nobel pe rla Letteratura nel 1954) dall’amico Gerald Murphy, al ritorno da uno dei suoi primi viaggi in Spagna.

L’intento è di promuove la lettura e la scrittura, oltre ad incentivare la passione per la professione giornalistica sia degli studenti delle università italiane sia dei frequentatori dei master e delle scuole di giornalismo.

Una settimana di iniziative dal 16 al 23 luglio (tra dibattiti, concerti, presentazione di libri, escursioni, visite museali) promosse dall’Associazione culturale Onlus “Cinzia Vitale” . Tra i partecipanti, insieme a reporter, inviati, artisti, docenti universitari, accademici, scrittori, anche Filippo Giorgi, climatologo che ha fatto parte dal 2002 al 2008, quale unico scienziato italiano, del Bureau del  Comitato Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici, organizzazione vincitrice del Premio Nobel per la pace 2007 insieme ad Al Gore.

Quest’anno gli organizzatori hanno anche voluto ricordare il centenario della nascita di Fernanda Pivano, grande amica di Hemingway. Si conobbero nel 1948, a Cortina, e fu lei a curare le versioni italiane della maggior parte dei romanzi scritti da “Papa”. Nel 1943 venne addirittura arrestata – accusata di vilipendio alle Forze Armate – per la traduzione del testo di “Addio alle Armi”.

Un occasione, queste giornate denominate “Hemingway, il Nobel nella laguna di Caorle”, per scoprire, o riscoprire, lo scrittore statunitense attraverso quei luoghi a lungo da lui frequentati in Italia ed in particolare nel Veneto orientale. Caorle, la sua laguna, i casoni di caccia nascosti tra i canneti. Luoghi che Hemingway amava moltissimo, tanto da tornarci per diversi anni di seguito, ospite nella villa padronale del Barone Raimondo Nanuk Franchetti nella Tenuta San Gaetano.

Serate indimenticabili, per i partecipanti, seduti a tavola a degustare bottiglie di Amarone, insieme ai bigoli in salsa, al brodo con l’uovo crudo e alle anguille ai ferri preparati dalla governante Nina Botoss. E poi via, alle prime luci dell’alba, accompagnati dal barcarolo, per raggiungere le botti di legno immerse nell’acqua dove appostarsi per cacciare le anatre. Un ambiente – descritto mirabilmente da Hemingway nel romanzo “Di là del fiume e tra gli alberi” –  che a tutt’oggi è rimasto pressoché incontaminato e che vale sicuramente la pena visitare.

Ai  finalisti di questa edizione 2017, come prova finale, è stato chiesto  un elaborato giornalistico d’attualità. La vincitrice, Jeena Cucciniello, indiana di origine e italiana d’adozione, laureata in relazioni pubbliche all’Università di Udine, si è aggiudicata il riconoscimento con un articolo dedicato ai temi dell’ambiente.

 

 

Altri articoli