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GOTICO AMERICANO AL WHITNEY

Accanto al limite meridionale della High Line nel Meatpacking District, uno dei quartieri più vivaci oggi di Manhattan con belle vedute sull’Hudson River e sul New Jersey, il Whitney Museum of American Art festeggia il terzo anniversario dell’apertura della nuova grande sede progettata da Renzo Piano. Il museo fu fondato nel lontano 1931 quando il direttore del Metropolitan rifiutò di ospitare le 500 opere della collezione Whitney: una scelta certo poco lungimirante. D’altra parte l’arte spesso si è affermata grazie a risposte negative: basti pensare al Salon des Refusés del 1863 che diede origine al movimento impressionista.

Per chi passa a New York la visita del Whitney è un must assoluto se si ama l’arte americana e più in generale l’arte moderna, per la presenza di alcune opere fondamentali di Edward Hopper e Alexander Calder, ma anche per la biblioteca su più piani che raccoglie oltre 30 mila volumi. Fino al 10 giugno offre un’esposizione temporanea di eccezione: la mostra sul gotico americano di Grant Wood e altre fiabe. Il ritratto dei due austeri agricoltori del Midwest, marito e moglie, di Wood è forse l’icona più riconoscibile di tutta la pittura Americana del XX secolo, ma la sua opera comunque spazia da uno stile ancora impressionista in gioventù alle opere più articolate nella tecnica e nei soggetti dell’età matura, rivelando la personalità di un artista complesso e sofisticato. (Articolo di Leonardo Felician)

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