Ritratti d'autore

Gli scolari di Albert Anker

Figlio di uno stimato veterinario protestante di Berna, Albert Samuel Anker (1831-1910) ha interrotto gli studi di teologia poco più che ventenne per dedicarsi pienamente alla pittura nel 1854.

Dal 1860 al 1890 ha trascorso tutti gli inverni a Parigi, dove è stato presto apprezzato come rappresentante di quella corrente artistica che nell’Ottocento focalizzava l’attenzione sulla vita quotidiana della gente semplice.

Nella maggior parte di suoi lavori, Anker racconta la realtà della vita rurale dei villaggi svizzeri, declinata in tutti i suoi aspetti: istituzionali, familiari, comunitari, lavorativi. 

Ancor oggi è considerato un pittore di fondamentale importanza per la sua estesa produzione dedicata all’infanzia.

Devo ammettere che non conoscevo questo artista, l’ho scoperto vistando la Mostra “Dai Romantici a Segantini” in quel di Padova, al Centro culturale Altinate/San Gaetano.

Mi è piaciuto molto il suo olio su tela – dipinto nel 1890 – intitolato “L’asilo” nel quale vengono raffigurati 13 bambini insieme alla loro maestra dal copricapo inamidato. Uno di loro dorme, un altro sembra in castigo, quello più vicino all’insegnante viene da lei imboccato. Nell’assieme, viene trasmesso un sentimento di calma e serenità.

La stessa beatitudine che pervade molti visitatori nell’ammirare anche gli altri artisti presenti: Wilhelm Trübner, Carl Spitzweg (bellissimo il suo Pittore nel giardino), Max Liebermann, Ferdinand Hodler solo per citare i più famosi.

Avete tempo fino al 5 giugno 2022 per vedere la mostra; secondo me ne vale la pena, anche per il sapiente uso delle luci e l’atmosfera che i curatori hanno saputo creare con un allestimento che non vuole prevalere sulle opere.  (Articolo di Paolo Brinis)

[Albert Anker, L’asilo, 1890 – Kunst Museum Winterthur, Fondazione Oskar Reinhart © SIK-ISEA, Zurigo (Philipp Hitz)] 

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