In evidenza

Fortuny, che intuizioni!

Incuriositi dai commenti degli amici che l’avevano visitata, e dalle recensioni pubblicate da tutti gli organi di informazione (qui sotto ve ne proponiamo qualcuna), siamo andati anche noi a Palazzo Fortuny per scoprire cosa proponesse di bello la mostra “Intuition”. C’è da dire innanzitutto che il contenitore è davvero affascinante. Non è però un contesto asettico, neutro, e necessariamente diventa parte integrante (ed ingombrante, a prescindere dalla sua bellezza) dell’esposizione. Non è poi così semplice capire il progetto narrativo, fors’anche per i tanti artisti presenti.  Da un certo punto di vista, è più facile una mostra dedicata ad un solo nome. Nell’assieme però l’atmosfera nella quale ci si immerge è assai gradevole, come indossare un maglioncino in cachemire le prime sere d’autunno. Le luci, la musica, la disposizione delle opere, i profumi, tutto diventa parte integrante della mostra. Che ci sentiamo anche di noi di consigliare. Sbrigatevi però se non ci siete ancora andati, chiude tra poco più di un mese, il 26 novembre. (Appunti di Nicoletta Chinello)

Rassegna stampa.

Il tema (quello dell’intuizione) davvero affascinante si svolge in un clima, quello dell’atelier museo di Fortuny, calmo, in penombre su tanti piani colmi di bellezza. Una mostra da non perdere per l’intensità dei pezzi, l’esposizione e il progetto narrativo. Sergio Colantuoni per “Io Donna”

(…) E poi il luogo, meraviglioso e difficile, com’è il Palazzo dove ha vissuto a lungo, lasciandone tracce di grandissimo interesse Mariano Fortuny: poteva rivelarsi una scommessa davvero azzardata. E invece i curatori Daniela Ferretti e Axel Vervoordt con Dario Dalla Lana, Davide Daninos e Anne-Sophie Dusselie, hanno creato un percorso sospeso tra magia e razionalità per esplorare come questo meccanismo abbia influenzato l’arte. Che l’intuizione lo abbia fatto nei secoli è evidente, eppure comprenderne i dettagli o quantomeno avvicinarvisi è processo davvero complesso quanto fascinoso. Elena Del Drago per Lastampa.it

A coronamento dell’intera mostra all’ultimo piano l’installazione della coreana Kimsooja: un immenso tavolo ovale a cui i visitatori sono invitati a sedersi per modellare sfere d’argilla e partecipare a un processo meditativo, in cui rientrano l’ambiente del palazzo, la vista di Venezia, una delicata melodia dell’artista. Cloe Piccoli per Repubblica.it

“Intuition”  sembra porsi coraggiosamente sul limite di un argomento sdrucciolevole e filosoficamente spinoso. In bilico fra il dominio del sensibile e la logica del trascendente, l’intuizione si muove con passo spedito, dall’interno all’esterno, emergendo con l’irrequietezza del qui e ora e poi mettendo radici nella concretezza della forma, tuttavia mai così a lungo da lasciarsene imbrigliare. La mostra, che, come quelle precedenti, si innesta nell’epidermide del palazzo e della sua collezione, rispetta i movimenti sincopati del flusso intuitivo, procedendo per balzi e ritorni, corse in avanti e stasi improvvise, portando occhi e gambe su binari solidi, ma di cui non si intuisce la fine. Arianna Testino per Artribune

Altri articoli