In evidenza

Esageratamente Maastricht

Edizione dopo edizione, il TEFAF di Maastricht si conferma l’appuntamento d’arte più cool e trendy al mondo: Marina Ruggieri c’è andata e ce lo racconta così.

Anche quest’anno il TEFAF di Maastricht si conferma l’appuntamento d’arte più esagerato al mondo sia per il numero di espositori (275), sia per durata (dall’8 al 18 marzo), sia per proposte (che coprono circa 7 mila anni di storia dell’arte). Ce n’è davvero  per tutti i gusti, ma solo per quelli  più raffinati.

Il vernissage è sempre un’esperienza unica, a partire dal garage di 6 piani messo a disposizione gratuitamente per i visitatori, dalle 2 postazioni di guardaroba (anch’esso gratuito) al costante, ma discreto, passaggio dei camerieri  con offerta di ogni finger food e bevande a livelli veramente notevoli, per non dire poi all’eleganza dei visitatori.

Subito si è catturati dal pannello floreale d’entrata, che stupisce sempre per l’imponenza e la meticolosità dell’esposizione. Quest’anno  si trattava di singoli fiori, tonalità pastello, infilati uno per uno in ampolle di cristallo sospese in fili trasparenti, così da creare un effetto quinta teatrale a cascata. La foto di rito all’ingresso è un must.

Purtroppo per ignoranza e attitudine non sono attratta dal settore antico, che comunque rimane lo “zoccolo duro” della fiera, anche se la presenza dell’arte moderna e contemporanea è sempre maggiore. Come ad esempio i gioielli d’artista, a partire dal magico stand di DIDIER di Londra, con la più vasta selezione  di sculture portabili che si possano trovare sul mercato: pezzi straordinari di Calder, Pomodoro, Arman, Lam, Consagra, Rickey, Man Ray, Cesar, Melotti, Dali… da perderci la testa. Sempre per i gioielli d’artista, da segnalare alcuni meravigliosi pezzi di Pol Bury e Ballocco da Van Kranendonk Duffels e un ciondolo/spilla con smalti e diamanti di Karel Appel da Marjan Sterk.

Per l’arte contemporanea, sono presenze ormai consolidate quelle di Tornabuoni, Ben Brown, Vedovi di Bruxelles con un trittico straordinario del 1965 di Turi Simeti; Beck & Eggeling con un eccezionale pezzo di  Gunter Ueker e un inedito lavoro di Fabrizio Plessi, che stavolta concentra i suoi video sul colore dell’acqua; Patrick Derom  di Bruxellex con un magnifico one-man-show di opere cinetiche di Pol Bury; Axel Vervoordt di Wijnegem e Hong Kong (l’incredibile scenografo di Palazzo Fortuny a Venezia) con le sue installazioni a cavallo tra antico e moderno, che presenta, come sua consuetudine, un favoloso “tappeto metallico” di El Anatsui….da togliere il fiato!

Senza dimenticare le new entry italianissime: Sprovieri di Londra con splendidi lavori di Kounellis, e Matteo Lampertico M&L di Milano e Londra con la presentazione di un progetto attorno alla rivista Azimuth, fonadata a Milano nel 1959, con i suoi protagonisti Manzoni, Castellani, Fonatana, Melotti, una raccolta di tutto rilievo. (Appunti di Marina Ruggieri)

 

 

 

Altri articoli