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Design, che passione!

Se non ci siete ancora stati al Museo del Design della Triennale, vale davvero la pena programmare una trasferta a Milano, prendendosi il giusto tempo. Al piano terra – nel cosiddetto spazio della Curva è stato realizzato un allestimento permanente semplice e lineare di una selezione ragionata dei 1600 oggetti del Design Italiano di uso quotidiano che fanno parte della collezione della Triennale.

Curata da un comitato scientifico di architetti e designer, l’esposizione permanente descrive un percorso di evoluzione della cultura e dell’economia italiana nel periodo che va dagli anni ’40 agli anni ’80, cui si aggiungerà in futuro un altro capitolo per i decenni successivi.

La visita colpisce perché permette di trovare numerose forme entrate da tempo nelle nostre case e perfino nelle nostre icone mentali. Sarebbe preferibile una visita guidata, perché un buon commento aiuta a posizionare le opere nel loro giusto contesto storico e ad approfondire le ragioni per cui queste hanno meritato fama internazionale.

Arredi, complementi, elettronica, modelli in legno sono gli oggetti coloratissimi che coinvolgono il visitatore in un dialogo con le firme più alte del design italiano: Ettore Sottsass, Marco Zanuso, Marcello Nizzoli, Gae Aulenti, Bruno Munari, Gastone Rinaldi, Mario Bellini, Gino Valle, i fratelli Castiglioni e tanti altri. La storia del design industriale è pure rappresentata con uno degli oggetti iconici nel mondo dell’informatica, il “Programma 101” noto più informalmente come “perottina”, la macchina realizzata dall’ing. Piergiorgio Perotto per Olivetti nel 1965, considerata il primo personal computer della storia. (articolo di Leonardo Felician)

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