Ritratti d'autore

De Nittis in carrozza

Era una carrozza l’atelier mobile di Giuseppe De Nittis, lo sfortunato pittore pugliese (orfano di entrambi i genitori sin dall’infanzia) morto nel 1884 – a soli 38 anni – per un ictus cerebrale.

Era all’apice di una carriera di successo, innovatore e per certi aspetti rivoluzionario; a Parigi lo avevano accostato ai grandi impressionisti come Manet e Degas.

De Nittis portava sempre con sè tavolozza e pennelli, ritraendo la realtà urbana nascosto in una carrozza trasformata in uno studio itinerante dalla visuale e prospettiva sopraelevata.

Ecco spiegata l’originalità di alcune inquadrature di persone in mezzo alla strada riprese a mezzo busto o folle in movimento su inconfondibili sfondi cittadini.

La contaminazione con la nascente arte della fotografia nella seconda metà dell’Ottocento e la rivoluzione dello sguardo è proprio il tema scelto per la mostra allestita al Palazzo dei Diamanti di Ferrara che si concluderà il 13 aprile e organizzata con il Comune di Barletta.

La città natale raccoglie in uno spettacolare museo molte opere dell’artista donate dalla moglie francese Léontine e prestate in questa occasione alla mostra ferrarese dove paesaggi e ritratti ordinati per temi nelle 12 sale dell’esposizione.

Ai quadri è affiancata un’ampia selezione di fotografie d’epoca firmate dai più importanti autori del tempo, Charles Marville, Gustave Le Gray, Alvin Coburn, Alfred Stieglitz, oltre ad alcune delle prime immagini in movimento dei fratelli Lumière: si evidenzia così il contributo del pittore alla comune creazione del linguaggio della modernità con quadri che sono quasi “istantanee” fotografiche.  (articolo di Leonardo Felician)

Credits: Giuseppe De Nittis, Al Bois, 1873, olio su tela, cm 20 x 30. Courtesy Archivi Boldini De Nittis Zandomeneghi

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