Ritratti d'autore

Danke, Käthe Kollwitz

Il Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Strasburgo (MAMCS) rende omaggio ad una grande artista vissuta a cavallo di due secoli, conoscendo ben due conflitti mondiali. Kathe Kollwitz (1867 – 1945) ha saputo esprimere nelle sue opere tutta la sofferenza di un periodo chiave della nostra storia recente.

E’ considerata oggi come una delle più grandi artiste tedesche. A Colonia e a Berlino possiamo visitare i due musei che le sono dedicati. Con la sua arte ha saputo sottolineare la sofferenza delle guerre, della miseria e della morte, ma ha saputo anche celebrare l’amore e la lotta per la pace.

E’ stata testimone di grandi cambiamenti, dall’Impero tedesco alla Prima Guerra mondiale, dalla Repubblica di Weimar al nazismo, fino alla fine della seconda guerra mondiale ed ha saputo esprimere nei suoi lavori (disegni, incisioni e sculture) tutti questi tragici cambiamenti. A volte le sue opere sono dei veri atti d’accusa nei confronti delle scelte politiche e delle grandi problematiche del suo tempo.

Comincia dipingere giovanissima e ben presto le sue acqueforti, le litografie e, più tardi, le incisioni su legno la portano a indagare l’effervescente mondo artistico parigino, affascinata da Rodin – al quale rende visita nel 1901 –  ma anche da Degas, come dimostrano i suoi disegni di nudi.

La prima guerra mondiale e la tragedia personale di perdere il figlio più giovane in questo conflitto la portano ad orientare la propria arte verso un impegno pacifista e con la presa di potere del nazismo le resta la sola scelta di un esilio interiore, concentrandosi sulla scultura. Il nuovo potere politico la caccia però dall’Accademia prussiana della arti dove insegna e le proibisce di esporre.

La retrospettiva presenta 170 opere che spaziano dall’autobiografia alle grandi tematiche politico-sociali, senza trascurare alcune pagine molto forti sull’amore materno, la morte e il dolore. Fanno parte del percorso espositivo un buon numero di autoritratti che sottolineano la forza espressiva  di Kathe Kollwitz. Un’espressione forte ed intensa che mescola energia e serietà nei contrasti marcati dei chiaroscuri. (Recensione di Roberta Hurstel)

La mostra resterà aperta al pubblico fino al 12 gennaio 2020.

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