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Caroto sorprende a Verona

In molti conoscono il suo “Ritratto di fanciullo ridente con disegno”, che stupisce per una collocazione temporale così indietro nei secoli, pur tuttavia  Giovan Francesco Caroto (1480-1555) uno degli artisti più complessi nella Verona rinascimentale di fine ‘500, è ancora poco conosciuto al grande pubblico, nonostante le sue opere siano esposte nei più importanti musei del mondo.

Al Palazzo della Gran Guardia, fino al 2 di ottobre 2022, oltre 120 opere ci permettono di scoprire la figura di Caroto (che soggiornò a lungo anche a Mantova, alla corte dei Gonzaga, al seguito del Mantegna) grazie anche ad importanti prestiti provenienti dal Palazzo Ducale di Mantova, dagli Uffizi, dal Louvre e dal Kunsthistorisches Museum di Vienna.

Alla mostra – curata da  Francesca Rossi, Gianni Peretti e Edoardo Rossetti e intitolata “Caroto e le arti tra Mantegna e Veronese” – si lega un itinerario nelle chiese del capoluogo scaligero che custodiscono le testimonianze artistiche e le opere di Caroto, che possono così essere apprezzate nel loro contesto d’origine. (N.C.)

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