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Bologna, quanto mi costa?

Arte Fiera Bologna quest’anno ci ha entusiasmato meno che in passato. All’anteprima, poco glamour, poca emozione, tante cose già viste, poca voglia di stupire. Fossimo a scuola, non andremmo al di là di un 6 meno, fermo restando che 1000 giornalisti (da ogni parte del mondo) e 48.000 visitatori hanno ritenuto – giustamente – che valesse comunque la pena venirci. Se non altro per capire che aria tira, anche in merito alle quotazioni degli artisti.

E allora ecco un po’di numeri. Galleria 56 di Bologna propone un monumentale Sironi (340×230) “La giustizia e la legge” realizzato nel biennio 1936/37 a 420.000 euro. Decisamente più abbordabile – nello stand di Poleschi arte – una bella “Scomposizione circolare” del 1985 di Sara Campesan a 5.500 euro trattabili.

Reduci dalla mostra dedicata a Marino Marini alla Guggenheim di Venezia, una piacevole sorpresa sono stati i dipinti e i colori dell’artista toscano proposti intorno ai 90.000 euro da Guastalla Centro Arte. Ammettiamo l’ignoranza, avevamo sempre visto le sculture, i cavalieri e i nudi femminili (le pomone), mai le opere su carta di Marini.

Da Maab Gallery, per 18.000 euro, portate a casa una bella opera del padovano Alberto Biasi, mentre Galleria 13 di Reggio Emilia espone le foto ad alto contenuto erotico del giapponese Nobuyoshi Araky, alcune già viste di recente alla Fondazione Bisazza, nel vicentino. 3250 iva compresa (28×22 la dimensione) peccato che l’artista nipponico non abbia l’abitudine di numerarle. Bisogna fidarsi della tiratura che dichiara, massimo dieci per ogni esemplare.

Sempre originale Antonio Riello, con le sue biciclette senza capo nè coda, proposte a 12.000 euro dalla felsinea Labs Gallery. Sempre piacevoli anche i lavori del friulano Riccardo De Marchi (classe 1964): immediatamente riconoscibili la sua poetica dei fori e la ricerca di nuovi alfabeti possibili.

Matteo Massagrande, classe 1959, è sempre più emergente, o se preferite sempre più artista affermato e quotato. Le sue luminose stanze (nella foto) hanno un coefficiente 8, e per i lavori di più grandi dimensioni si arriva a spendere anche 35.000 euro. Anti Gallery di Mestre proponeva invece un solo show dedicato al siciliano Antonio Freiles (classe 1943 e grande amico di Alberto Burri). Quattro sue opere sono esposte alla Tate di Londra. Se piace, una piccola carta, molto particolare, la si porta  comunque a casa con 2000/2500 euro. Non ci resta che concludere con un concetto spaziale di Fontana (non i soliti tagli) datata 1957, per il quale TornabuoniArte chiede una cifra con sei zeri.

Tra i tanti lavori che ci permettiamo di bocciare, due sopra tutti, per i quali non abbiamo nemmeno chiesto la valutazione. I bonbon di Jana Muller (cuscini in gomma piuma con tessuti lisi e ammuffiti) e le scope su piedistallo di marmo di Bruna Esposito. (Appunti di Paolo Brinis)

 

 

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