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Bacon, Freud e la scuola di Londra

Per quasi 5 mesi, fino al 23 febbraio del 2020, la Scuola di Londra è protagonista al Chiostro del Bramante, a Roma, con 45 selezionate opere di Francis Bacon e Lucien Freud, provenienti dalla Tate Gallery di Londra.

La mostra (a cura di Elena Crippa, Curator of Modern and Contemporary British Art) si propone come un viaggio nella mente di due artisti – due giganti della pittura del novecento non solo inglese – che come pochi hanno saputo interpretare drammi e solitudini esistenziali dell’uomo del XX secolo.

Non si resiste alle figure deformate e contorte di Bacon, quelle urla dei volti straziati dal chiaroscuro, dal disagio interiore così come non si può cedere al fascino dei corpi nudi e nervosi di Freud. Ambedue rispondono al bisogno di esternare il trauma dell’esistenza, quella sofferenza e male di vivere che tanto ha caratterizzato anche autobiograficamente i due artisti.

In esposizione vi sono i lavori anche di altri quattro artisti della School of London: Michael Andrews, Frank Auerbach, Leon Kossoff e Paula Rego.

Una bella mostra ma che non può paragonarsi a quella epica del 1993 tenutasi a Venezia al Correr, dedicata a Bacon e curata da Achille Bonito Oliva. Ho ancora vivo il ricordo della Crocifissione prestata dal Guggenheim di New York. Salvo paragoni con il passato, quella di Roma va comunque vista. 

Articolo di Sabino Cirulli

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