Ritratti d'autore

Atchugarry presenta Costigliolo

E’ stata una vera sorpresa scoprire le opere e la storia di José Pedro Costigliolo, artista sudamericano che ho potuto scoprire a Miami accettando l’invito a visitare l’Atchugarry art center,  inaugurato a Miami fra la 4a avenue e Biscayne boulevard.

“Volevo inaugurare questa seconda location della mia fondazione –  mi ha raccontato Pablo Atchugarry – con la retrospettiva di un artista che considero uno dei precursori dell’arte non figurativa. Costigliolo  ha contribuito in modo fondamentale allo sviluppo dell’astrazione geometrica, influenzando molti artisti internazionali, ponendo l’Uruguay per diversi anni al centro della scena artistica mondiale”.

“La vida de las formas” è una mostra  – riassunta in un catalogo davvero ben concepito – che vuol essere l’ennesimo tributo ad un artista che Atchugarry ama in modo particolare. Proprio un’opera di Costigliolo, “Rectangulos” venne scelta come immagine simbolo di un’esposizione da lui curata a Torino nel maggio del 2016.

José Pedro Costigliolo nasce a Montevideo nel 1902 e studia arte fra il 21 e il 25, poi inizia a lavorare come graphic designer facendo poster e disegnando copertine di libri. La svolta avviene all’inizio degli anni ‘50 del secolo scorso, quando assieme alla moglie crea il gruppo arte no-figurativo ed inizia il nuovo corso che lo porterà a vincere, nel 1957, il primo premio del Salone biennale dell’Uruguay. Un riconoscimento che include anche un viaggio in Europa, dove  Costigliolo resterà per quasi 2 anni, specializzandosi nella tecnica del vetro colorato.

Nel vecchio Continente il suo lavoro diventa sempre più geometrico, caratterizzato da tre elementi essenziali: quadrati, rettangoli e triangoli, che diventano sempre meno complicati, free-flowing direbbero gli esperti, e resi più semplici dalla mano dell’artista. Costigliolo appresenta il suo Paese alla Biennale di Venezia nel 1966 e fino al 1985, anno della sua morte, continuerà a lavorare con lo stesso entusiasmo degli esordi.

Questa retrospettiva curata in ogni particolare dalla fondazione Atchugarry merita secondo me di approdare al più presto in Europa, per fare conoscere un artista che ci ha emozionato dal primo all’ultimo lavoro esposto. (Articolo di Mauro Casotto)

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