Luoghi & design

A Nantes, i nidi di Tadashi

Per controbilanciare la decadenza delle attività industriali e marittime che nei secoli ne hanno fatto la ricchezza,  la città di Nantes ha fatto una scelta coraggiosa: riconvertire il panorama urbano puntando sull’arte contemporanea e sulla cultura. Un po’ come è successo a Bilbao. E’ nata così  Le Voyage à Nantes ,  manifestazione che abbraccia tutta l’estate (inaugurazione il 6 luglio) e convoglia un flusso turistico importante dalla Francia e dall’estero. L’idea consiste nel reinterpretare e trasformare il panorama cittadino con installazioni  che poi diventano poi permanenti, rimanendo dunque sul posto a mutarne definitivamente l’aspetto.

Anche nel 2019 sono in molti gli artisti contemporanei che hanno lavorato a Nantes. Karina Bisch, Makiko Furuichi e Justin Weiler hanno creato una collezione perenne di camere artistiche in alcuni degli alberghi cittadini. Ma la maggior visibilità spetta quest’anno al giapponese Tadashi Kawamata, artista specializzato nel creare o ricreare legami tra le persone e i luoghi.

Originario di Hokkaido, ha partecipato anche alla Biennale di Venezia e insegnato alla Tokyo University of the Arts e all’École Nationale Supérieure des Beaux-Arts di Parigi. Le sue opere, spesso effimere, si basano sulla semplicità dei materiali e sul loro mimetismo nell’ambiente. A partire dal Belvedere dell’Hermitage, sugli alberi, sulle facciate e su monumenti emblematici come la stazione dei treni compariranno sculture composte da numerose assi sovrapposte in legno grezzo, dei nidi inaccessibili e curiosi, progettati sul posto, originali estensioni degli edifici su cui si vengono a posare. (Articolo di Leonardo Felician)

 

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