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A Laura Stefani è piaciuto …

Sotto la direzione di Ilaria Bonacossa, Artissima 2017  è stata anche quest’anno suddivisa in diverse sezioni che hanno ospitato le gallerie affermate e quelle emergenti, i dialoghi tra artisti, le stampe e i multipli.

Tre le sezioni curate: PRESENT FUTURE, dedicata agli artisti internazionali emergenti ritenuti più interessanti, DISEGNI, e BACK TO THE FUTURE, che prendendo in considerazione gli anni ’80, ha voluto riportare l’attenzione su grandi artisti del passato che, come dice Dora Garcia, una delle curatrici, “hanno esercitato una forte influenza e che, per varie ragioni, non sono stati adeguatamente rappresentati nel panorama espositivo”.

Decisamente notevole il numero di gallerie, artisti e opere presenti. Molto apprezzabile l’investimento nei confronti del nuovo con buona pace dei più famosi e quotati “mostri sacri”.

Particolarmente interessante l’aver dato il giusto spazio al Disegno, modalità espressiva che ha oramai conquistato a pieno titolo lo status di disciplina completa e autonoma, facendo dimenticare la considerazione che in passato gli attribuiva il ruolo di arte preparatoria e di supporto alle più quotate pittura e scultura.

Di fatto, ho trovato bellissimi i disegni monocromatici, inediti, di Vanessa Beecroft (con  pochissimi tratti, l’artista genovese – classe 1969 – ritrae la sensualità nei suoi corpi di donne) ma  sono altrettanto e incredibilmente affascinanti quelli fatti in punta di bic da Giuseppe Stampone – classe 1974, Cluses, Francia – (Prometeogallery, Milano/Lucca).

Tra i diversi modi di esprimersi e le più disparate tecniche, ho apprezzato particolarmente le suggestive foto di Yuval Yairi e di Agnese Purgatorio (Galleria Podbielski,, Berlino), le tavole tridimensionali di Michele Guido (Galleria Lia Rumma, Milano/Napoli), le materiche abrasioni di foto su legno di Laura Pugno ( Galleria Peola, Torino), il meticoloso ritaglio botanico di Jo Coupe ( Workplace Gallery, Gateshead).

Da Torino, appunti di Laura Stefani

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